Menu principale:
Società Torre di Guardia
Fine dei carismi con la morte dei profeti
Sulla questione di 1Corinti capitolo 13
La società Torre di Guardia, ispirandosi al tredicesimo capitolo della prima lettera di Paolo alla comunità di Corinto, sostiene che i carismi della fede siano cessati dopo la morte degli apostoli, e condanna come satanica, qualsiasi manifestazione carismatica. Io mi scuso con il lettore e mi scuso anticipatamente con l'eventuale tdG che sta leggendo queste righe, ma non posso trattenermi dall'essere polemico. Quando frequentavo i primi anni delle scuole elementari, annotavo spesso sul mio diario: "Leggere e ripetere a pag. ...", poichè era uno dei compiti più assidui che l'insegnante assegnava. Io consiglio caldamente a tutti i tdG battezzati, ai proclamatori non battezzati, ai simpatizzanti e a coloro che stanno svolgendo uno studio biblico con i tdG, di prendere una qualsiasi versione della bibbia, aprirla al capitolo 13 di 1Corinti e leggere cosa c'è scritto.
In realtà il capitolo 13 segna la conclusione di un discorso, iniziato nei capitoli precedenti, in cui Paolo fornisce una dettagliata spiegazione di cosa sia la fede e dei carismi che comportano tale fede; nei capitoli 11 e 12 infatti abbiamo la possibilità di leggere per mano di Paolo, la lista dei carismi che Yhvh affiderebbe a chi esercita fede in lui: xenoglossia, profezia, guarigione, interpretazione e preghiera. Prima di centrare però il punto focale è indispensabile tracciare alcune premesse.
L'autore della lettera agli ebrei dà una definizione chiara e inoppugnabile del concetto di fede:
Ebrei 11: 1-3; 13
“1Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.2per essa fu resa buona testimonianza agli antichi.3fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti … 13costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra.”
In 2Corinti 5,7 è Paolo di Tarso a scrivere:
"Viviamo per fede, non per visione."
Contrariamente a quanto sostengono i testimoni di Geova, quest'assunto non segna un divieto nell'uso delle immagini e delle statue nel culto, ma è una semplice constatazione di cosa è veramente la fede. Il cristiano crede in Dio ma non ha la certezza matematica che lui esista, può avere delle "prove empiriche" (chiamiamole così), ma le prove empiriche sono oggetto di condizionamenti e non possono certo classificarsi come prove inconfutabili. Paolo lo sa e non lo nasconde. La bibbia forse fornisce informazioni storiche/ archeologiche riscontrabili e verificabili (personalmente nutro diversi dubbi), ma per quanto concerne il lato teologico (la creazione, l'identità del creatore, l'esito della creazione) occorre necessariamente essere disposti a compiere un atto di fede. Nessuno infatti avrà mai la possibilità di verificare la veridicità della teologia biblica; questo è il significato dell'assunto paolino: "Viviamo per fede, non per visione." Terminata la premessa posso procedere.
Cito testualmente:
Corinti 13, 8-13
“8non verrà mai meno. Le profezie verranno abolite; le lingue cesseranno; e la conoscenza verrà abolita; 9é noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; 10quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito. 11ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino. 12é ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto.13dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore; ma la più grande di esse è l'amore.”
Cessata la fede cesseranno anche i carismi della fede; cessata la fede cesserà anche la speranza. Finchè la fede esisterà però esisteranno anche la speranza e i carismi della fede.
Quando cesseranno fede e speranza? Io credo che anche un ragazzetto di prima comunione saprebbe rispondere a questa domanda, perdonatemi la polemica. Naturalmente la fede cesserà durante il giudizio universale! Iniziato il giudizio dell'umanità nessuno avrà più la possibilità di pentirsi (altrimenti ci sarebbe un pentimento in massa) poichè davanti all'evidenza dei fatti il pentimento non sarebbe frutto di un atto di fede in Dio, ma una semplice arresa davanti alla realtà dei fatti. Nel Nuovo Mondo infatti, sia in terra come affermano i tdG o sia in cielo come vogliono tutti gli altri (in questo contesto è indifferente il luogo fisico del paradiso), la fede scomparirà facendo posto alla "visione" concreta, e la speranza del regno non sarà più una speranza ma un bene concretamente posseduto. Non essendoci più la fede, spariranno di conseguenza anche i carismi. L'unica virtù a rimanere intatta sarà dunque la carità. Questo è quanto!
Riporto lo svolgimento e l’esito di un recentissimo contraddittorio su questo tema avuto con un giovane tdG.
“Ebrei 2:2-4 indica chiaramente che lo scopo dei doni era quello di dare testimonianza. Far capire che Dio sosteneva la congregazione cristiana e non gli ebrei [che ritenevano che Dio fosse dalla loro per via dei miracoli passati]. I doni erano trasmessi solo dagli apostoli o in loro presenza. Dunque è logico che morti loro essi non si trasmettevano.Difatti l'imposizione delle mani per via dei doni [non per gli incarichi di sorveglianza] non fu mai fatta da qualcuno che li aveva ricevuti dagli apostoli, senza che ci fossero anche loro. Una volta che questi miracoli avevano fatto capire da che parte stava Dio allora non servivano più e bastava l'amore per far comprendere chi erano i veri seguaci del solo vero Dio.”Giovanni 13:35Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore fra voi”.
Cito per intero i versetti proposti:
2,2Infatti, se la parola pronunciata per mezzo di angeli si dimostrò ferma e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione, scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza? Questa, dopo essere stata annunciata prima dal Signore, ci è stata poi confermata da quelli che lo avevano udito, Dio stesso aggiungeva la sua testimonianza alla loro con segni e prodigi, con opere potenti di ogni genere e con doni dello Spirito Santo, secondo la sua volontà.
L’autore della lettera agli Ebrei non dichiara che lo scopo dei doni fosse dare testimonianza sulla vera religione, ma dichiara che Yhvh aggiungeva la sua testimonianza (con i carismi) alla testimonianza dei cristiani. Caspita c’è una bella differenza! Segue che finchè c’è fede e finchè c’è qualcuno che rende testimonianza, Dio rende testimonianza insieme a quella dell’uomo, questo in perfetta armonia con l’inno alla carità di Paolo, con il capitolo 2 della lettera agli ebrei e con . Il fatto che qualunque operazione avvenisse sempre alla presenza degli Apostoli si rivela una argomentazione abbastanza discutibile, sicuramente troppo misera per poter concludere: “Dunque è logico che morti loro essi non si trasmettevano.” Inoltre, il lettore mi perdoni, ma non mi trattengo dall’essere polemico. Come si fa a concludere una dottrina biblica asserendo: “Dunque è logico che …”? O è sicuro o non lo è. Non si possono creare dottrine bibliche su supposizioni e teorie, suvvia! Per quanto riguarda il pedobattesimo i testimoni di Geova sono in prima fila a contestare l’assunto cattolico: “Intere famiglie si battezzavano quindi è logico concludere che anche i bambini ricevessero tale sacramento.” Poi di fatto commettono lo stesso errore. La maggior parte dei testimoni di Geova è convertita, dunque è stata una sua scelta personale battezzarsi come testimone di Geova. Tommasi di Lampedusa descrive una situazione molto simile alla loro: “Cambiar tutto perché nulla cambi.”
Sfido qualunque testimone di Geova a smentire quanto ho scritto e ad indicarmi nel capitolo 13 di 1Corinti, il versetto esatto in cui è scritto che i carismi finiranno dopo la morte degli apostoli.
Menu di sezione: