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Società Torre di Guardia
Adorazione e venerazione
A prescindere dal fatto che la Traduzione del Nuovo Mondo (= TNM) traduce il verbo greco proskineo (proskineo) con "rendere omaggio", i testimoni di Geova generalmente, affidandosi al dizionario della lingua italiana, sembrano fare molta confusione tra due concetti che in latino vengono definiti "latrìa" e "dulìa". Prima di addentrarmi vorrei soffermarmi un attimo sulla corretta traduzione del verbo proskineo. La proskinesis (proskinesis) è l'atto di adorazione dovuta solo alla divinità; l'atto di proskinesis al Dio e il rendere omaggio ad un uomo, si trovano concettualmente agli antipodi, il problema quindi non è concettuale ma linguistico: in italiano infatti non è facile tradurre da lingue morte come il greco e il latino in modo filologicamente corretto. Faccio un esempio: i romani distinguevano due tipologie di "autorità": l'auctoritas e la potestas. In italiano entrambi i termini possono tradursi tranquillamente con "autorità". L'auctoritas era l'autorità esercitata per volontà e per stima, la potestas era invece il diritto naturale di un essere umano nei confronti di un altro essere umano. In italiano questa differenza è sopravvissuta solo in ambito familiare (= potestà genitoriale). Nella guerra contro Troia, i greci eseguivano gli ordini di Agamennone poichè era il comandante della spedizione (potestas) ma eseguivano con lo stesso zelo quelli di Ulisse a cui riconoscevano doti eccellenti (auctoritas).
In italiano "rendere omaggio ad un dio" e "adorare un dio" sono espressioni molto simili con una differenza sottilissima, in greco invece la differenza è sostanziale. Liturgicamente (mi riferisco alla chiesa cattolica) la proskinesis è la prostrazione completa, è l'atto più profondo di sottomissione, per esempio del candidato sacerdote che durante la celebrazione della sua ordinazione, durante la recita delle litanie, si prostra davanti all'altare in attesa di ricevere l'imposizione delle mani. Rimanendo sul discorso liturgico, la genuflessione è un atto dovuto solamente alla raffigurazione del crocifisso e al santissimo sacramento; invece al celebrante, ai concelebranti, all'icona o alla statua della Madonna o del Santo e all'assemblea intera, è dovuto solamente il gesto dell'inchino (o riverenza). L'incensazione liturgica con il turibolo segue la stessa logica: tre doppie all'assemblea, tre doppie ai doni sull'altare, tre doppie al celebrante, due doppie ai concelebranti, invece abbiamo tre triple al lezionario e tre triple al santissimo sacramento dell'Eucaristia. La celebrazione solenne del Corpus Domuni è l'unica celebrazione dell'anno liturgico in cui è possibile incensare l'Eucaristia con due turiboli. Tutto questo approfondimento è necessario per capire che liturgicamente e teologicamente la chiesa cattolica riconosce e sottolinea la macroscopica differenza concettuale che si ha tra l'atto dell'adorazione e l'atto della venerazione.
Fatte le dovute premesse posso procedere sia chiarendo la differenza che sussiste tra "latrìa" e "dulìa" sia definendo nel dettaglio cosa sto contestando in realtà ai testimoni di Geova. L'adorazione (latrìa) è un atto di culto, la venerazione (dulìa) no. Nel momento in cui il cattolico si rivolge ad un santo, non lo fa riconoscendogli doti pari a Yhwh, ma lo fa riconoscendogli invece la possibilità di intercessione presso Yhwh. Le litanie dei santi, degli angeli e della Madonna non terminano con "donaci la grazia" ma terminano con "prega per noi". Non nego l'evidenza: moltissimi cattolici sono davvero i primi a non aver chiaro questo concetto, ciononostante contesto ai tdG il voler obbiettare alla venerazione dei santi aprendo il dizionario della lingua italiana senza preoccuparsi minimamente di aver chiaro il significato concettuale. La società Torre di Guardia ad esempio, in via convenzionale utilizza i termini "cristianesimo" e "cristianità" per indicare due concetti opposti e antitetici nonostante siano perfetti sinonimi per la lingua italiana e per il dizionario. Per il tdG infatti il cristianesimo rappresenta la dottrina sana e scritturale, è la cosiddetta "pura adorazione", mentre cristianità indica "Babilonia la Grande", ovvero l'impero mondiale della falsa religione e, nel dettaglio, tutte le religioni cristiane che a loro parere hanno abbandonato il sano insegnamento. Secondo la società Torre di Guardia infatti il cristianesimo inizia con la nascita del Messia, mentre la cristianità ha il suo esordio nel 325 d.C., quando cioè la chiesa, già corrotta da influssi pagani, diventa religione di Stato. Chiarito il concetto, dopo il fraintendimento iniziale, ogni volta che mi trovo a leggere opinioni negative verso la cristianità, non vado di certo ad aprire il dizionario contestando ai tdG di fare dichiarazioni autolesioniste, ma prendo atto del loro linguaggio e procedo nell'analisi. Non vedo per quale motivo i tdG non possano fare la stessa cosa nelle loro legittime contestazioni. Non essendo cristiano non ho intenzione di dimostrare la veridicità scritturale della venerazione ai santi, voglio invece enfatizzare un altro concetto.
Aprire il dizionario per dimostrare che nella lingua italiana venerazione sia sinonimo di adorazione, è solamente un gesto disonesto per ingannare chi ha scarsa preparazione in materia. Mi perdonino i tdG per quanto sto per dire, ma con quale pretesa chiedono rispetto per il loro culto nel momento in cui loro sono i primi ad andare per le piazze a sputare veleno contro gli altri culti?
Ottima la definizione di dulìa fornita definizione di dulìa fornita da wikipedia.
Dal catechismo della Chiesa Cattolica :
2683 I testimoni che ci hanno preceduto nel Regno, (166) specialmente coloro che la Chiesa riconosce come « santi », partecipano alla tradizione vivente della preghiera, mediante l'esempio della loro vita, la trasmissione dei loro scritti e la loro attuale preghiera. Essi contemplano Dio, lo lodano e non cessano di prendersi cura di coloro che hanno lasciato sulla terra. Entrando nella « gioia » del loro Signore, essi sono stati stabiliti « su molto ». (167) La loro intercessione è il più alto servizio che rendono al disegno di Dio. Possiamo e dobbiamo pregarli di intercedere per noi e per il mondo intero
Approfondimenti in merito alla Chiesa Ortodossa :
“ I cristiani ortodossi pregano le Icone?
I cristiani pregano in presenza di Icone (così come gli Israeliti pregavano in presenza di Icone nel Tempio), ma noi non preghiamo "le" immagini.”
Ulteriore approfondimento in merito alla venerazione secondo la :
“Poiché la Chiesa ortodossa non mostra reale distinzione tra i vivi e i morti, gli ortodossi trattano i santi come se fossero ancora tra noi. Essi li venerano e richiedono le loro preghiere, e considerandoli fratelli e sorelle in Gesù Cristo. I santi sono venerati e amati e viene loro richiesto di intercedere per la salvezza, ma non viene loro data la venerazione riservata a Dio, perché la loro santità deriva da Dio. Infatti, chiunque adori, invece che venerare, un santo, una reliquia o un'icona, verrà scomunicato.”
Mi permetto di tediare il lettore con un'ulteriore approfondimento che spiega, riguardo questa tematica, un altro macroscopico non sense della dottrina non biblica creata dalla società Torre di Guardia. Il verbo greco proskineo (proschineo) indica il concetto della sottomissione assoluta esternata dall'atto della prostrazione. Tecnicamente la sottomissione assoluta, per il cristiano, è dovuta solo a Dio giusto? Quanto segue si commenta da solo. Cito tutti i passaggi neotestamentari in cui il verbo proskineo è riferito a Gesù.
Matteo 2,2«Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo».Matteo 2,8e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».Matteo 2,11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.Matteo 8:2Ed ecco, un lebbroso venne e l'adorò, dicendo: «Signore, se vuoi, tu puoi mondarmi».Matteo 14:33Allora quelli che erano nella barca lo adorarono, dicendo: «Veramente tu sei Figlio di Dio!»Matteo 15:25Ella però venne e l'adorò, dicendo: «Signore, aiutami!».Matteo 28,9Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono.Matteo 28:17E, vedutolo, l'adorarono; alcuni però dubitarono.Luca 24,52Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia;Giovanni 5,23perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Giovanni 9:38Allora egli disse: «Io credo, Signore»; e l'adorò.Filippesi 2:10-11perché nel nome di Gesùogni ginocchio si pieghinei cieli, sulla terra e sotto terra;e ogni lingua proclamiche Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.Ebrei 1:6E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice:Lo adorino tutti gli angeli di Dio.Apocalisse 5:12-14«L'Agnello che fu immolatoè degno di ricevere potenza e ricchezza,sapienza e forza,onore, gloria e benedizione».Tutte le creature del cielo e della terra, sotto la terra e nel mare e tutte le cose ivi contenute, udii che dicevano:«A Colui che siede sul trono e all'Agnellolode, onore, gloria e potenza,nei secoli dei secoli».E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E i vegliardi si prostrarono in adorazione.Apocalisse 22:3Il trono di Dio e dell'Agnellosarà in mezzo a lei e i suoi servi lo adoreranno;
Le obbiezioni date dai testimoni di Geova denotano una ignoranza pazzesca.
Il verbo greco proskynèo corrisponde esattamente all’ebraico hishtachawàh, poiché entrambi esprimono il pensiero di rendere omaggio e, a volte, adorazione. Il verbo proskynèo è usato a proposito di uno schiavo che rende omaggio a un re (Matteo 18:26) e anche dell’atto in cambio del quale Satana offrì a Gesù tutti i regni del mondo e la loro gloria. (Matteo 4:8, 9) Se avesse reso omaggio al Diavolo, Gesù avrebbe in tal modo indicato di sottomettersi a Satana e ne sarebbe diventato il servitore. Ma Gesù rifiutò dicendo: “Va via, Satana! Poiché è scritto: ‘Devi adorare [forma del gr. proskynèo o, nel brano di Deuteronomio che Gesù citava, dell’ebreo. hishtachawàh] Geova il tuo Dio, e a lui solo devi rendere sacro servizio [forma del greco. latrèuo o dell’ebreo. ?avàdh]’”. (Matteo 4:10; Deuteeronomio 5:9; 6:13).
E` vero che in moltissimi casi rendere omaggio, viene usato in relazione all’adorazione. Alcuni potevano inchinarsi quando pregavano Dio e spesso si prostravano quando ricevevano qualche rivelazione da Dio o qualche espressione o dimostrazione del suo favore, mostrando così gratitudine, riverenza e umile sottomissione alla sua volontà. Comunque era ammesso inchinarsi ad altri esseri umani in segno di rispetto, ma Dio vietava di inchinarsi a qualunque altra divinità. Similmente l’inchinarsi in atto di adorazione davanti a immagini religiose o a qualsiasi cosa creata era decisamente condannato da lui.Nel caso dei re magi, loro non adorarono Gesù. Si può rendere omaggio o fare atto di omaggio inchinandosi, inginocchiandosi, prostrandosi o facendo qualche altro gesto che indichi sottomissione o semplicemente rispetto. In molti casi queste espressioni traducono il verbo ebraico hishtachawàh e quello greco proskynèo E` vero che in moltissimi casi rendere omaggio, viene usato in relazione all’adorazione. Alcuni potevano inchinarsi quando pregavano Dio e spesso si prostravano quando ricevevano qualche rivelazione da Dio o qualche espressione o dimostrazione del suo favore, mostrando così gratitudine, riverenza e umile sottomissione alla sua volontà. Comunque era ammesso inchinarsi ad altri esseri umani in segno di rispetto, ma Dio vietava di inchinarsi a qualunque altra divinità. Similmente l’inchinarsi in atto di adorazione davanti a immagini religiose o a qualsiasi cosa creata era decisamente condannato da lui.Nel caso dei re magi, loro non adorarono Gesù. Si può rendere omaggio o fare atto di omaggio inchinandosi, inginocchiandosi, prostrandosi o facendo qualche altro gesto che indichi sottomissione o semplicemente rispetto. In molti casi queste espressioni traducono il verbo ebraico hishtachawàh e quello greco proskynèo.
Hishtachawàh significa basilarmente inchinarsi. Ci si poteva inchinare come atto di rispetto o di deferenza verso un altro essere umano, ad esempio un re, il sommo sacerdote, un profeta o un altro personaggio autorevole, verso un parente più anziano o anche verso estranei in segno di cortesia. Gesù era stato identificato come un Re e per rispetto a questo re i magi si recarono da lui e gli resero omaggio, atti di omaggio che corrispondono perfettamente a quelle che avevano spinto a rendere omaggio ad antichi profeti e re.
Non si sa per quale motivo, quando si parla della ipotetica adorazione verso Gesù, presente nel nuovo testamento scritto in greco, tutti i tdG sono soliti citare, anzi ripetere a pappagallo, il verbo ebraico Hishtachawàh affermando che sia l'equivalente del greco proskinèo. Mi permetto di aprire una breve parentesi: con quale autorità un tdG che non ha mai studiato il greco e l'ebraico si permette di fare una comparazione filologica tra due termini appartenenti a lingue diverse? Esiste un corso di laurea che prende il nome di “filologia”, i signori tdG sono pregati di completare gli studi relativi a quel corso di laurea prima di cimentarsi in argomentazioni che nemmeno sono in grado di comprendere. Infatti la comparazione tra proskineo e il presunto corrispondente ebraico non ha nessuna utilità all'interno di questo discorso. Viene citato solamente perchè le pubblicazioni della Torre di Guardia lo citano. Chiudo la parentesi e procedo.
Il verbo proskineo a dire dei tdG non indica necessariamente un atto di adorazione? Allora per quale motivo, quando contestano il culto dei santi, accusano i cattolici di idolatria? L'atto dell'inchino e della prostrazione, a loro dire, può indicare riverenza o adorazione in modo del tutto dipendente dall'intenzione e dalla volontà di colui che compie l'atto. Quindi teoricamente solo il soggetto nella sua coscienza sa se sta compiendo un atto lecito o peccaminoso. Se è vero che “Gesù era stato identificato come un Re e per rispetto a questo re i magi si recarono da lui e gli resero omaggio, atti di omaggio che corrispondono perfettamente a quelle che avevano spinto a rendere omaggio ad antichi profeti e re” per quale motivo allora i testimoni di Geova rifiutano di cantare l'inno nazionale o di fare il saluto alla bandiera? Ora, il saluto alla bandiera non l'ho mai fatto nemmeno io (non per motivi ideologici, ma perchè non ne ho mai avuto l'occasione o sentito il bisogno), ma al contrario, suvvia, chi non ha mai cantato l'inno nazionale anche solo per il piacere di intonarne il motivo? Cito alcune obbiezioni.
Le bandiere nazionali sono forse semplici insegne che servono a uno scopo pratico? No, esse sono il principale simbolo di fede e oggetto di culto del nazionalismo, esse rappresentano lo Stato. Perciò inchinarsi davanti ad esse o salutarle è una cerimonia religiosa in cui si rende riverenza allo Stato e gli inni nazionali che si accompagnano al saluto della bandiera esprimono sentimenti di orgoglio o superiorità nazionale; di solito infatti il saluto alla bandiera si fa col braccio steso o portando la mano alla fronte o mettendola sul cuore.Questo atteggiamento è idolatria, una delle pratiche maggiormente condannate dalla Bibbia.Se vuoi un riferimento scritturale, leggi Daniele capitolo 3 versi da 1 a 12.
Quindi, ricapitoliamo, fischiettare “Fratelli d'Italia” sotto la doccia e fare “ciao ciao” con la mano alla bandiera è idolatria perchè per molti la bandiera e l'inno nazionale sono fonti di spirito nazionalistico, invece inchinarsi e prostrarsi davanti a Gesù che, per quanto sia saggio e regale, per i tdG non è Dio, è invece lecito perchè proskinèo significa anche rendere omaggio. Quindi se lo Stato chiedesse alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova di rendere una proskinesis alla bandiera anziché salutarla, i tdG forse accetterebbero. Mi sia permessa una simpatica polemica. Non siamo nella Germania nazista, nessuno saluta la bandiera per spirito nazionalistico e vantando superiorità rispetto alle altre nazioni. Sono davvero pochi a farlo con questa intenzione. La maggior parte rende omaggio agli emblemi dello Stato per spirito di appartenenza e nulla più. Ad ogni modo, se proskinesis può significare omaggiare o adorare secondo le intenzioni interiori (pur rimanendo identico l'atto formale), allora sfido tutti i tdG a rendere la proskinesis alla bandiera e allo stato. Se è vero che “Si può rendere omaggio o fare atto di omaggio inchinandosi, inginocchiandosi, prostrandosi o facendo qualche altro gesto che indichi sottomissione o semplicemente rispetto” e che è lecito rendere “atti di omaggio che corrispondono perfettamente a quelle che avevano spinto a rendere omaggio ad antichi profeti e re”, non vedo quale sia il problema per chi, con solo spirito di riverenza verso il re (in democrazia la sovranità appartiene al popolo, quindi in assenza del re, la riverenza viene compiuta ad un simbolo che rappresenta tutto il popolo sovrano), i tdG rendano omaggio al governo umano che Yhwh ha stabilito. Un non sense di dimensioni macroscopiche ignorato solo da chi vuole ignorarlo.
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