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Società Torre di Guardia
Aoristo e indicativo nella consecutio temporum
Gv 8,58 "prima che Abramo venisse all'esistenza, io ero"-TNM
Gv 8,58 "prima che Abramo fosse, Io Sono."- CEI
Gv 8,58 "prima che Abraamo fosse nato, io sono."- Nuova Riveduta
Gv 8,58 "Prima che Abrahamo fosse nato, io sono"- Nuova Diodati
Gv 8,58 " "
La TNM traduce in maniera errata questo passo poiché traduce ego eimì persona singolare dell'indicativo presente, come un imperfetto: "prima che Abramo venisse all'esistenza, IO ERO". In realtà anche altre versioni della bibbia traducono in modo errato e, che io sappia, non esiste nemmeno una versione davvero corretta. Nell'appendice della TNM, a pag 1642-1643 leggiamo:
"L'azione espressa in Gv 8:58 iniziò "prima che Abramo venisse all'esistenza" ed è ancora in corso. In tale contesto eimì prima persona singolare del presente indicativo, può correttamente tradurre con un tempo passato come l'imperfetto indicativo o il passato prossimo… Riguardo a questa costruzione A grammar of the Idiom of the New Testament… dice: "Alcune volte il presente include anche un tempo passato (Mdv. 108), come quando il verbo esprime uno stato iniziato in precedenza ma che continua ancora …"
Le argomentazioni utilizzate dalla TNM per giustificare la propria traduzione sono vere solo parzialmente. Mentre l'indicativo in greco designa un'azione continuata, l'aoristo è utilizzato per indicare un'azione iniziata e terminata in un punto ben preciso. Tracciando una retta che rappresenti il cursus temporale della storia in ordine cronologico dalla nascita dell'umanità al giorno d'oggi, l'aoristo indica un solo punto dell'asse, mentre l'indicativo esprime, nel passato o nel presente a seconda del tempo indicativo utilizzato, vari punti consecutivi. Quindi infinito aoristo, indica il punto della retta in cui Abramo è nato mentre indica un'azione iniziata prima della nascita di Abramo e mai interrotta fino al momento in cui il soggetto esprime la frase. Data questa premessa è errata la traduzione della TNM tanto quanto è errata la traduzione di CEI, Riveduta e Diodati. Il tempo imperfetto indica un' azione iniziata nel passato e continuativa mentre Gesù indica invece un'azione presente iniziata nel passato e mai interrotta. Concettualmente le due idee sono uguali, linguisticamente no. A maggior ragione nemmeno la CEI e tutte le traduzioni identiche alla CEI sono esenti da critiche poiché, oltre a nascondere il senso orginale della frase, traduzono il passo in un italiano alquanto discutibile: l'espressione : "prima che Abraamo fosse nato, io sono" è sintatticamente scorretta e voglio sperare che nessuno osi negarlo. I vangeli non sono libri poetici; il Gesù del vangelo si esprime in prosa ed in prosa devono essere tradotti i suoi detti.
L'espressione di Gesù, come già detto, indica un'azione presente, iniziata nel passato e mai interrotta, quindi non abbiamo:
"prima che Abramo venisse all'esistenza, io ero"
Ma dovremmo avere:
"prima che Abramo venisse all'esistenza, io (già) ero"
Allo stesso modo non abbiamo:
"prima che Abraamo fosse nato, io sono."
Ma dovremmo avere:
"da prima che Abraamo fosse nato, io sono."
L'appendice già citata della TNM avvalla anche la Siriaca del IV-V secolo: "Prima che Abramo fosse, io sono stato." Sorrido all'idea che possa essere elogiata una traduzione che, tra tutte, è la più scorretta e ridicola. Il passato prossimo infatti indica un'azione iniziata e già conclusa; affermare. "io sono stato" equivale a dire "io non sono più".
Questo è quanto.
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