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Il monoteismo è un sistema fallito o fallimentare?
Dai tempi della controriforma, nuovi movimenti religiosi, nuove religioni di matrice cristiana, nuovi risvegli spirituali, hanno puntato il dito alla Chiesa Cattolica, denunciandone la corruzione e l'incoerenza, annunciando che sebbene la religione cattolica abbia fallito sotto tutti i fronti, il cristianesimo come filosofia di vita non sia assolutamente un modello di vita fallimentare. Questo luogo comune deve essere sfatato.
Sulla realtà storica di Gesù di Nazareth
In realtà non è possibile tracciare un profilo preciso e incontestabile di ciò che avvenne nei primi secoli dell'era volgare. Le teorie sono molte, le posizioni anche. Sull' esistenza storica del personaggio di Gesù di Nazareth non esistono prove incontrovertibili; che il personaggio storico corrisponda en toto alla figura dei Vangeli, non esistono assolutamente conferme storiche.
Tratto da “Inchiesta sul Cristianesimo” Corrado Augias, Remo Cacitti.
“Lo storico ebreo romanizzato Giuseppe Flavio parla di tre principali correnti religiose e politiche: sadducei, farisei, esseni. I sadducei rappresentavano l'aristocrazia sacedotale; si caratterizzavano per una interpretazione arcaicizzante della Legge (Torah), che escludeva le dottrine non attestate nella Bibbia, tra cui la resurrezione dei morti nonché la tradizione orale… Una delle correnti fino a poco tempo fa meno conosciute era quella degli esseni, un gruppo di rigorosi osservanti che abbandonarono, almeno in parte, Gerusalemme in forte dissenso con il modo in cui il Tempio era gestito dai sacerdoti... Gli esseni costituivano una comunità di tipo monastico... nella quale si entrava dopo un giuramento... e si aspettava la fine di tutti i tempi, il giudizio universale, considerato imminente. Una setta apocalittica... persone molto pie in attesa del giorno in cui Dio avrebbe sradicato ogni male sulla terra... e di uno scontro definitivo con Satana...” pp. 7-8
“In questa atmosfera avviene molto probabilmente uno dei più famosi episodi nella vita di Gesù: la cacciata dei mercanti dal Tempio... Ora non c'è dubbio che la cacciata in sé e per sé non abbia molto senso. Di fatto, i famosi mercanti erano o i cambiavalute o i venditori di animali per i sacrifici, entrambi indispensabili al funzionamento del tempio. Cacciarli significava bloccare la liturgia. Al gesto va dunque dato un significato più ampio: cacciare i mercanti voleva dire criticare il modo in cui il Tempio era gestito dalla casta sacerdotale al potere, i sadducei... gli storici concordano sul fatto che l'episodio dà violenta visibilità a una critica radicale della gestione del luogo. Anche questo avvenimento ha rafforzato l'ipotesi che Gesù facesse parte della setta degli esseni, critici, per l'appunto, verso la casta sacerdotale... ipotesi, questa, che trasformerebbe il gesto di Gesù in un atto di aperta sovversione politica.” p. 11
Sulla base di At 11,26 “Rimasero insieme per un anno intero in quella comunità e istruirono molta gente; ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.”
“Il termine “cristiani” è attestato qui per la prima volta. Ad Antiochia però si parlava greco e si è fatto osservare che i greci avrebbero chiamato questi seguaci non “cristiani” ma “cristei”, perchè l'aggettivo greco si forma con suffisso eios. Il suffisso ianos è invece latino. Ci si è chiesti: chi ad Antiochia poteva aver chiamato i seguaci di Cristo con un termine costruito alla latina? L'autorità romana, ovviamente. Ma l'autorità romana può essersi interessata a loro solo per ragioni politiche, cioè di ordine pubblico. Uno studioso tedesco, Joachim Molthagen, ha avanzato l'ipotesi che... questo suffisso, applicato ai discepoli di Cristo, stesse ad indicare un gruppo di persone che potevano essere anche armate, seguaci di un leader. Il nome conterrebbe così una connotazione politica, innovatrice rispetto agli altri termini con cui prima venivano indicati i discepoli.” p. 70
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