Il flagello degli dei


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Primato ed Infallibilità

Società Torre di Guardia

Il primato di Pietro e l'infallibilità papale


  • Da "Il nome divino che durerà per sempre" pag. 4

"Che i nomi abbiano importanza agli occhi di Dio si nota dal fatto che, tramite un angelo, egli disse ai futuri genitori di Giovanni Battista e di Gesù come avrebbero dovuto chiamare i rispettivi figli. (Lc 1: 13,31) E a volte cambiò il nome di certe persone, o glie ne diede un secondo, per indicare il ruolo che avrebbero avuto nel suo proposito. Per esempio, quando Dio predisse che il suo servitore Abramo ("Padre di esaltazione") sarebbe diventato padre di molte nazioni, gli cambiò nome in Abraamo ("Padre di una moltitudine"). E cambiò il nome della moglie di Abraamo, Sarai ("Litigiosa") in Sara ("Principessa") dato che sarebbe stata la madre del seme di Abraamo.- Genesi 17: 5, 15, 16; cfr Genesi 32: 28; 2Samuele 12: 24,25. Anche Gesù riconobbe l'importanza dei nomi e fece riferimento al nome di Pietro nell'assegnare a questi un privilegio di servizio. (Mt 16: 16-19)"

  • Da "I testimoni di Geova a confronto con la vera bibbia" Giuseppe Crocetti Ed. Ancora Milano pag. 69, 71

"1 Cristo conferisce il primato a Pietro
E' un altro elemento per individuare la vera religione.
Gesù cambia il nome di Simone in Pietro- Kefa: "Tu sei Simone, figlio di Giona, ti chiamerai Kefa" (che vuol dire Pietro) (Gv 1, 42; cfr Mt 10, 2: Mc 3, 16; Lc 6, 14). Il nome Pietro-Kefa, che significa roccia, allude all'ufficio al quale Cristo lo destina: cfr Mt 16, 18. Ora in un contesto del genere il cambiamento del nome ha un grandissimo valore; si pensi al nome che Abramo riceve (Gn 17, 5). Ebbene il nuovo nome di Pietro-Kefa ricorre nel N.T. più di 150 volte...
Cristo rende partecipe del suo ruolo di “pietra” anche il principe degli Apostoli. "

Quando argomenta per avvallare l'importanza del nome di Yhvh, la società Torre di Guardia sottolinea senza remore l'importanza biblica del cambio del nome arrivando di sorpresa ad ammettere che il nome Kefa indica un "privilegio di servizio." Quando invece il soggetto diventa il primato di Pietro, tale argomentazione cade misteriosamente in abominio e viene liquidato citando Mt 21, 42.

Prima di procedere vorrei fosse chiaro quanto segue:

Abraam (padre eccelso)- Abram (padre di moltitudine) Gn 17, 5
Sarai (litigiosa)- Sara (principessa) Gn 17, 5
Noemi (gioia)- Mara (amarezza) Ruth 1, 20
Simone (obbediente)- Kefa (pietra) Mt 16, 16- 19
Gesù (Dio salva)- Emmanuele (Dio è con noi) Mt 1, 23

In aperto contrasto con quanto dichiarato dalla pubblicazione sopra citata ("Il nome divino che durerà per sempre"), alcuni tdG con cui ho avuto modo di discorrere, hanno smentito la tesi del "privilegio di servizio" ed hanno dichiarato quanto segue. Riporto alcune loro risposte che ho avuto l'idea di appuntare.

  • "Se vuoi ti cito cosa disse Agostino. "Non è la pietra che trae il suo nome da Pietro, ma è Pietro che lo trae dalla pietra; così come non è Cristo che deriva da cristiano, ma cristiano che deriva da Cristo. E il Signore disse: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". E su questa pietra- disse in sostanza il Signore- in cui tu hai confessato ora la tua fede, che io edificherò la mia Chiesa. Poichè tale pietra, in effetti, era Cristo, e Pietro stesso si appoggia su questo fondamento. Nessuno, infatti, può porre altro fondamento che quello che già fu posto, e che è Gesù Cristo".- Commento al vangelo di s. Giovanni, discorso CXXIV, trad. di R. Minuti, Roma, 1984, vol. II, pp. 530, 531. Pietro non ebbe un ruolo principale sugli altri, infatti poco dopo discussero su chi fosse il più grande (Mc 9, 33- 35 e Lc 22, 24, 26). Altro aspetto è che sia Paolo che Pietro riconobbero Gesù come la pietra angolare e che tutti gli apostoli sono fondamento su questa pietra. (Ef 2, 19- 22 e Riv 21, 2, 9- 14)"


  • "Noi riteniamo che il nome Pietro- Kefa sia dovuto alla verità espressa da Simone in quel momento, e cioè che Gesù era il Cristo, il Figlio di Dio e che su di lui sarebbe stata fondata l'ekklesia. Dunque siccome Gesù con la sua Verità sarebbe stata la pietra angolare, Simone fu chiamato Pietro."



Nel
primo commento trovo alcune incongruenze.
La chiesa cattolica non considera Kefa la pietra angolare, non può farlo dato che la bibbia attribuisce questo titolo solo a Gesù. La chiesa cattolica asserisce che Pietro è stato insignito ed ha esercitato il primato sugli altri apostoli. Il nome Pietro sta ad indicare un legame più stretto di ruolo tra Kefa e la pietra angolare, non che Pietro prenda il posto di Gesù nel piano di salvezza dell'uomo. I testimoni di Geova invece ribattono sempre sulla questione della pietra angolare, ripetendo tesi ed argomentazioni cento volte confutate. La citazione di S. Agostino infatti non dimostra nulla, ma conferma solo ciò che è scritto nella bibbia e nel catechismo. Da quando i testimoni di Geova si fidano dei santi della chiesa cattolica? Il tdG asserisce che Pietro non aveva nessun privilegio di servizio, in aperto contrasto con quanto dichiarato, nero su bianco, dal corpo direttivo della società Torre di Guardia. A chi devo credere? Al corpo direttivo o al proclamatore?
Il
secondo commento invece è un delirio totale: siccome Gesù è la Pietra angolare, e siccome Pietro gli riconosce questo titolo, allora Simone prende il nome di Kefa. Il cambio del nome nella bibbia ha un valore significativo importantissimo. Il cambio del nome non avviene mai per motivazioni banali. Davvero non credo che possano esistere commenti per descrivere un delirio simile.

Questo discorso può considerarsi concluso (o sospeso) almeno finchè un testimone di Geova di buona volontà non sappia spiegarmi cosa intende la società Torre di Guardia per privilegio di servizio senza contraddire le scritture di Ef 2, 19- 22 e Riv 21, 2, 9- 14.

Capitolo a parte ma attinente è quello dell'infallibilità papale, che la società Torre di Guardia contesta aspramente. Tale infallibilità sancisce il principio secondo cui il papa è dottrinalmente infallibile nel momento in cui promulga un dogma di fede. Chiarisco subito un paio di concetti: la maggioranza dei tdG crede che il papa sia ritenuto infallibile nel senso di "senza peccato e incorruttibile", falso insegnamento della loro società. In realtà il papa è ritenuto infallibile solo nel momento in cui promulga un dogma ex cathedra. Il dogma dell'infallibilità risale al 1871, promulgato per motivazioni politiche dal Concilio Vaticano I, e in poco più di cento anni solo due pontefici hanno promulgato dogmi ex cathedra:
1) Pio IX nel 1854 promulga il dogma dell'Immacolata Concezione
2) Pio XII nel 1960 promulga il dogma dell'Assunzione di Maria.

Infallibili sono, per il cattolico, il Catechismo della Chiesa Cattolica ed il pontefice che promulga un dogma. In tutti gli altri casi il cattolico rimane libero di dissentire da ogni opinione personale che il papa possa avere su una determinata questione, anche dottrinale, purchè tale dissenso non contrasti il magistero (il che è possibile).
Per il testimone di Geova tutto sommato il discorso è molto simile; non ha assolutamente la possibilità di contestare scritturalmente una dottrina proveniente dal Corpo Direttivo; pena la disassociazione. Cito alcune obiezioni mosse dai tdG per poi commentarle.

  • "I tdG non considerano infallibile il Corpo Direttivo, come i cattolici considerano il Papa, in quanto sanno che è composto da uomini imperfetti e quindi soggetti a sbagliare. L'apostolo Pietro stesso confermò che quando Gesù parlava della pietra su cui avrebbe fondato il cristianesimo, non si riferiva a lui ma a se stesso (At 4, 8-11). Il Corpo Direttivo, che all'inizio era composto dagli apostoli ed alcuni anziani di Gerusalemme, commise anch'esso degli errori, avendo aspettative sbagliate sulla venuta di Cristo nel Regno (At 1,7), non c'è da meravigliarsi dunque se esso commette errori anche oggi. Ma quando qualcuno desidera scrivere al Corpo Direttivo riguardo ad un argomento sul quale ha dei dubbi, o crede che la speigazione data non sia chiara o corretta sotto certi aspetti, è libero di farlo, e il Corpo risponderà dando ulteriori spiegazioni. Nessuno che rispetti l'autorità data da Dio contesta quello che viene detto, ma può rispettosamente esprimere il proprio punto di vista. Contesteresti il tuo professore di matematica, messo lì dal direttore, se attraverso un libro di testo avessi compreso che si sta sbagliando? Non sarebbe certo il modo per mostrare rispetto verso un'autorità."


  • "Lo Schiavo fedele e discreto non esercita nessun primato. E' formato da semplici persone che Gesù ha lasciato per darci aiuto a comprendere la Parola di Dio, e non per tiranneggiare sulla proprietà di Cristo e Suo Padre Geova."


  • "Il papa non viene contestato perchè infallibile, il corpo direttivo invece non viene contestato perchè fa parte della disposizione di Dio.(Qual è la differenza?) Infatti si dichiara apertamente fallibile, essendo esseri umani, ma devono rendere conto al fatto che se ognuno facesse di testa propria, verrebbe meno l'organizzazione stabilita da Dio."


Personalmente non vedo poi molta differenza tra il Pontefice e il Corpo Direttivo (come autorità dottrinale). Il Papa è infallibile solo quando parla ex cathedra e ciò è avvenuto solo due volte con Pio IX e Pio XII; questo vuol dire che il cattolico è liberissimo di disapprovare altri documenti dottrinali che non siano promulgamenti ex cathedra: encicliche, lettere pastorali, decretali e opinioni personali espresse nei discorsi possono essere tranquillamento oggetto di discussione o disappunto.

Nel primo commento si denota una incongruenza macroscopica: da una parte il Corpo Direttivo è descritto come una collegialità di fratelli tra fratelli, dall'altra invece è presentato come una vera e propria autorità dottrinale, al pari del Pontefice. E' molto facile dichiararsi fallibili ma non accettare contestazioni dai "subordinati"! Nel momento in cui io ho la consapevolezza di sbagliare, di conseguenza accetto critiche e polemiche. Se al contrario ho una stima alta di me stesso sono portarto a non accettare nè critiche nè rimproveri. "Contesteresti il tuo professore di matematica, messo lì dal direttore, se attraverso un libro di testo avessi compreso che si sta sbagliando?" Rispondo. Durante il mio iter scolastico mi è capitato spesso di esprimere dei dissensi nei confronti dei miei professori, qualcuno ha apprezzato (l'alunno che carpisce l'errore del prof. vuol dire che è attento), qualcun altro invece non ha gradito. Non vedo per quale motivo, se il professore è in errore, io non possa farglielo notare! In fin dei conti è fallibile anche lui no? L'atteggiamento del cattolico nei confronti del papa è anche meno morboso di quello del tdG nei confronti del Romano Pontefice a quanto pare.
Il secondo commento è favoloso. Il Corpo Direttivo non esercita nessun primato, ma se un tdG contesta una dottrina data come cibo spirituale, viene disassociato. Qui non si tratta di contestare l'autorità dello schiavo fedele e discreto. Si tratta solamente di ammettere che il tdG, non è libero di contestare una qualsiasi dottrina del Corpo Direttivo, altrimenti si troverebbe davanti ad un aut aut: "O cambi idea o vieni disassociato!" Meno male che il Corpo Direttivo non tiranneggia sulla proprietà di Cristo e di Geova!
Il terzo commento meriterebbe di essere letto durante Zelig: il papa non è contestato perchè ispirato dallo Spirito Santo (questo significa infallibile), il Corpo Direttivo non è contestato perchè fa parte della direttiva di Dio. Quale sarebbe, di grazia, la differenza?

Analizzati i fatti posso trarre le dovute conclusioni.
Il corpo direttivo centrale esercita un primato sacrosanto su tutti i testimoni di Geova. La dottrina che propone è incontestabile e le modifiche dovute alla “progressione” della luce divina sono inappellabili. Il papa esercita lo stesso potere dottrinale su tutti i cattolici del mondo.
Il corpo direttivo esercita un primato speciale anche sui sorveglianti, “gerarchicamente” loro pari. Il corpo direttivo è presieduto dal presidente legale della Watch Tower Bible and truct society (Società Torre di Guardia per Bibbia e trattati), il quale può disporre, e dispone, liberamente del proprio potere temporale e spirituale. Essendo presidente di una società editrice, è abilitato a esercitare diritti legali nei confronti dei subalterni e dei suoi “gerarchicamente pari”. Esattamente come il sommo pontefice che, essendo sovrano di uno stato, ha la possibilità di esercitare il suo primato anche sui vescovi, suoi pari.

Il pontefice può essere contestato, a ragione, ogni volta che esprime pareri personali, che in qualche modo vadano oltre il Catechismo della Chiesa Cattolica (l’unico organo cattolico considerato davvero infallibile). Il corpo direttivo non è mai considerato infallibile ma contestare qualsiasi assunto che proviene da esso equivale alla disassociazione.

Mi è capitato molto spesso di porre questa domanda ai testimoni di Geova che incontravo per strada:
“La pratica del trapianto di organi era stata inizialmente vietata, poi considerata lecita, poi permessa secondo coscienza, ed ogni posizione assunta dal corpo direttivo è sempre stata avvallata da riferimenti biblici. Se all’epoca del divieto, un tdG avesse contestato scritturalmente tale divieto (cosa legittima dato che oggi tutti i tdG sanno che nella bibbia non esiste nessun divieto in proposito) sarebbe stato ascoltato e preso in esame o disassociato?”

Questa domanda non ha mai trovato una risposta. Tutti i tdG interpellati, davanti a tale quesito hanno deviato il discorso citando Mt 5,11 e affermando che quelle che si leggono sui giornali sono solamente menzogne per diffamarli, continuando poi la predica contro il “mondo” che odia il “popolo di Dio”. Con questa risposta creata ad arte si liquida un discorso delicato e drammatico che termina a tarallucci e vino. E’ davvero molto difficile credere che persone di tale stampo portino un messaggio di verità, e anche se fosse, come testimoni di questo messaggio valgono davvero poco.
Sebbene possa sembrare un discorso un po’ azzardato, un corpo direttivo che ha la presunzione di fornire “cibo spirituale a suo tempo”, deve avere la coerenza di reputarsi ispirato dalla Spirito di Dio (quindi infallibile, perché lo Spirito Santo non può sbagliare). I molti cambiamenti dottrinali e, nel dettaglio, la gestione del divieto del trapianto di organi, sono frutto di ragionamenti e filosofie umane che ovviamente cambiano, con il naturale “ricambio” di membri che formano il corpo direttivo. La spiegazione della “luce progressiva” è impropria e per nulla esauriente. Dando per vero quanto affermano tutti i cristiani, la bibbia da sola è già luce divina, intera, dunque la si può interpretare solo dopo averla letta e analizzata per intero e in modo adeguato. Il discorso è molto serio: se alla luce di ulteriori analisi si comprende che la bibbia non proibisce assolutamente la pratica del trapianto di organi, non è corretto parlare di luce progressiva, ma è bensì onesto e coerente ammettere che il corpo direttivo all’epoca del divieto non aveva adeguatamente analizzato il testo biblico, ciò implica chiaramente l’assenza di ogni assistenza divina nella loro opera. Paolo di Tarso nella prima lettera alla comunità di Corinto, al capitolo 13 scrive:
11ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino.” In effetti quando iniziai a leggere la bibbia, da adolescente, la leggevo diversamente da come la leggo oggi, perché ero agli albori. Ma dopo tanti anni di studio e analisi fatti con passione, ho tratto tutte le conclusioni possibili prendendo in esame tutti i libri, capitoli e versetti. La bibbia è rivelazione intera, non progressiva. Se io ho la fortuna di godere di un certo tipo di autorità dottrinale e mi imbatto in scritture bibliche poco chiare, non creo certo un divieto potenzialmente mortale per poi riprendere in seguito l’analisi dei testi e fare dietro front. La scusa standard della luce progressiva sarebbe esauriente se progressiva fosse anche la conoscenza dei libri ispirati, ovvero se i libri fossero dispersi e ritrovati poco a poco. In quel caso ci troveremmo davanti al principio: “aumenta la conoscenza, aumenta l’intendimento”, ma la conoscenza è già tutta intera.
L’errore grossolano di un corpo direttivo che tratta i propri “fratelli” peggio di come l’uomo tratta gli insetti, è costato la vita a centinaia di persone e la disassociazione a migliaia di innocenti che hanno avuto solamente la sfortuna di avere più “intendimento” del corpo dirigente.
Non contenti, i testimoni di Geova puntano il dito contro le altre religioni scandalizzati, ma ignorano di vivere una situazione anche peggiore. La Chiesa Cattolica scomunicava infatti i comunisti ma non ha mai lanciato anatemi contro chi accettava di salvare la propria vita con un trapianto di organi.



Questo è quanto!


Il Corpo Direttivo dei testimoni di Geova si autoproclama "Lo schiavo fedele e discreto", ovvero il mezzo che Yhwh usa per interagire con l'uomo e provvedere cibo spirituale a suo tempo. Nel caso di errori dottrinali però i membri della gerarchia dichiarano di non avere alcuna responsabilità. La responsabilità appartiene solo a chi è vittima di errori dottinali in quanto è lui a decidere a chi affidarsi spiritualmente. Questo è l'osceno discorso dei due membri della Betel.

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