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Società Torre di Guardia
Tetragramma nel Nuovo Testamento
Confutazione della confutazione
Il sito tdgonline.net, spazio web curato da alcuni zelanti testimoni di Geova i quali fanno apologia della società Torre di Guardia, ha dedicato largo spazio a legittimare il tetragramma nel Nuovo Testamento. Chiedo perdono anticipatamente ma non posso trattenermi dall'essere polemico. Ho letto con attenzione quella pagina web e dubito seriamente che l'autore sia in buona fede. Per questo motivo contesto e confuto in questa sede, punto per punto, tutte le argomentazioni addotte per giustificare l'ingiustificabile.
Inserire il nome divino nel N.T. sulla base di "prove indirette della sua presenza quando vennero scritti gli originali" equivale a commettere un vero e proprio "abuso di ipotesi". Per dimostrarlo confuto, punto per punto, ogni prova indiretta che giustificherebbe un errore tanto grossolano.
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No non è possibile. Ciononostante, non avendo a disposizione i manoscritti originali, i traduttori sono costretti ad attenersi esclusivamente ai manoscritti disponibili; in caso contrario si corre il rischio di manomettere ulteriormente il testo finale.
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Non si tratta di stabilire se il nome divino venisse pronunciato o meno nel I secolo. Io sono libero, ex absurdo, di scrivere una intera enciclopedia su un personaggio, e per qualsiasi motivo assurdo ed inspiegabile, non riportare mai il suo nome. Assurdo? Certamente! Ma in mancanza di prove, i posteri non avranno alcuna autorità di aggiungere quel nome su una enciclopedia che io ho scritto. Citare i frammenti della versione LXX del V.T., non giustifica l'inserimento senza criterio del nome divino nel N.T. Tali scritti provano che molto probabilmente il nome divino era presente anche nel N.T., ma è bensì scorretto ignorare i manoscritti a disposizione e aggiungere in modo arbitrario e senza criterio ciò che nel testo non è presente.
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E' perfettamente inutile dimostrare che il nome divino fosse tranquillamente in uso fino ai primi secoli d.C. Non occorre nessuna registrazione su nastro magnetico, non occorrono filmini nè viaggi nel tempo, è sufficiente un manoscritto che legittimi la scelta fatta dai traduttori della TNM, in assenza del quale tale scelta diventa ingiustificata e ingiustificabile.
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Le prove indirette che attestano l'uso del tetragramma da parte di Gesù e degli apostoli sono del tutto marginali. La traduzione di un brano da una lingua all'altra non è un'opinione nè una teoria, è una "scienza" e come tale necessita di un criterio. In mancanza di testi scritti originali, non è possibile adottare nessun criterio per inserire il nome divino dove è assente. Qualunque sia l'importanza teologica del tetragramma (che io assolutamente non discuto), ciò non giustica nel modo più assoluto la scelta fatta dai traduttori della TNM. Affinchè si abbia una buona traduzione è indispensabile attenersi a ciò che si legge, non a ciò che si crede sia stato scritto nel manoscritto originale ormai perduto.
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Ammettendo che il vangelo di Matteo originariamente fosse scritto in ebraico (occorrerebbe verificare), sarebbe certamente inverosimile credere che omettesse completamente il nome divino. Questo assunto può certamente aiutare il cristiano in ambito teologico, ma non giustifica assolutamente la scelta fatta dai traduttori della TNM. Non avendo prove certe, si è nell'impossibilità di stabilire un criterio: in base a cosa Kyrie viene tradotto a volte Geova e a volte Signore? Considero inoltre puerile la polemica mossa contro le altre traduzioni! Sono d'accordo nel dire che in commercio esistono moltissime traduzioni ben peggiori, che utilizzano criteri assai discutibili, ma chi pone delle scelte traduttive senza criterio è ben peggiore di chi usa criteri anche se discutibili. Non vorrei scendere in polemica, ma considero davvero grossolano e pretestuoso questo genere di discorsi. I tdG che per le strade e per i citofoni sputano veleno contro "Babilonia la Grande", molto spesso anche mentendo, con quale diritto pretendono che "Babilonia la Grande" non reagisca mostrando i molti errori del Corpo Direttivo? Chi è assiduo nel proselitismo deve essere anche cosciente che è esposto, più di tutti gli altri, a critiche e polemiche. Se polemizzassi su altre traduzioni, chiunque potrebbe rispondermi: "Se non ti piace non la acquistare, non ho mai bussato a casa tua per farti leggere la mia bibbia." Attuando invece un programma di fitto proselitismo, i tdG sono necessariamente esposti a diversi contraccolpi, cosa pretendono? Questo vittimismo da parte loro è davvero deprimente.
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Il trattato polemico anticristiano del medico ebreo Sherm- Tob Ben Isaac Shaprut è presente un testo del Vangelo di Matteo (questa informazione sarebbe da verificare), scritto in ebraico, in cui si fa menzione del nome divino. A noi oggi non importa sapere se quel testo del vangelo fosse originale o una traduzione fatta dal greco o dal latino. L'origine del testo è del tutto marginale. Le argomentazioni proposte sono utili a fini culturali, non traduttivi. Quel testo potrebbe stabilire un criterio, per quanto discutibile, sull'inserimento del nome divino solamente in quel determinato passo del vangelo di Matteo, ma non potrebbe mai giustificare il fatto che nel vangelo di Luca della TNM ad esempio, il nome Geova compaia 35 volte (di cui solo 9 sono citazioni del V.T.). Esistono manoscritti degli Atti dell'apostoli, dell' Apocalisse, delle lettere apostoliche e di tutti e quattro i vangeli, a conferma della scelta fatta dalla TNM? No? Dunque non è nemmeno possibile stabilire un criterio, a meno che non si decida di tradurre sempre Kyrie con Yhvh. Un criterio, discutibilissimo ma pur sempre un criterio, sarebbe stato quello di menzionare il nome di Yhvh solamente nei passi che contengono citazioni del V.T. Considero alquanto grottesco che una società che sguinzaglia per le strade i propri adepti per sputare veleno contro gli altri culti, presenti una bibbia tradotta in modo tanto grossolano.
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Nessuna avversione! Affinchè la scelta della TNM sia legittimata occorre un testo scritto che suffraghi tale scelta, in mancanza del quale abbiamo solo ipotesi che, per quanto verosimili e probabili, rimangono esclusivamente delle ipotesi. Quantitativamente è stato scritto molto, ma qualitativamente non è stato scritto nulla di esauriente. Le "prove indirette" indicate infatti non giustificano l'inserimento del nome "Geova" nel N.T., dimostrano soltanto che gli apostoli probabilmente non erano ostici ad utilizzare tale nome.
"Ma come abbiamo visto le prove indicate sono valide e giustificano il ripristino del nome divino nelle Scritture Greche Cristiane. "
Quali sarebbero, di grazia, i fatti reali che giustificherebbero l'inserimento del tetragramma nel N.T.? E' stato solamente dimostrato che la LXX ebraica utilizza il nome divino e che molto probabilmente veniva utilizzato anche dai manoscritti originali del canone greco-cristiano. Che sia presente il tetragramma nel V.T. è certamente una scoperta inedita e sensazionale che passerà alla storia, ma certamente insufficiente, ironia a parte, a giustificare il suo inserimento nel Nuovo Testamento.
I manoscritti che presentano il tetragramma sono dell' Antico Testamento, non del Nuovo. Secondo questo ragionamento, siccome nell' A.T. sussiste il tetragramma allora deve essere inserito anche nel N.T.? Per ottenere questa conclusione non era nemmeno necessario citare le versioni della LXX greca utilizzate dagli apostoli, in quanto tale posizione equivale ad una semplice presa di posizione.
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Non conosco nel dettaglio le versioni cattoliche e protestanti che inserivano il nome divino nell'A.T. Ciò che importa è che, per vostra stessa ammissione, non si basarono esclusivamente su considerazioni teologiche ma anche (e soprattutto) sui "codici ebraici". Ebbero quindi gli strumenti per stabilire il criterio, strumenti inesistenti per quanto riguarda il Nuovo Testamento. Mi sia permessa anche una considerazione. Se esistono versioni della cristianità che avevano ripristinato il nome divino, evidentemente la Traduzione del Nuovo Mondo non è l'unica ad avere questo merito, concetto base utilizzato dai tdG per avvalorare invece tale traduzione.
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Lo stesso criterio? Quale criterio di grazia? Il tetragramma è stato inserito nelle scritture greche- cristiane senza alcun criterio. I traduttori si sono semplicemente limitati a tirare a sorte per stabilire in quali passi tradurre letteralmente "Kyrie" e in quali renderlo con Yhvh. No, nessun pregiudizio. Questo genere di vittimismo designa un approccio molto pericoloso perchè impedisce a priori l'analisi e l'autocritica.
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Non è importante stabilire l'importanza del nome proprio nella bibbia, questo discorso è utile in campo teologico ma non traduttivo. Non è la traduzione ad essere condizionata alla teologia, ma è l'esatto contrario. E' scorretto condizionare la traduzione su basi teologiche preconcette, poichè è la teologia ad essere basata sulla rivelazione che deve essere tradotta nel modo più fedele possibile. Mi permetto di aggiungere un'opinione personale. Il nome divino è presente in antiche monete europee, è presente in molte chiese e persino in una raffigurazione all'interno della Basilica di S. Pietro. In realtà i testimoni di Geova sono soliti utilizzare "Geova" anche per "condire l'insalata" al solo scopo di apparire come "un popolo per il suo nome" (At 15, 14), ma onestamente non spetta certo a loro tale primato. Quando cercano di dimostrare l'importanza teologica del tetragramma, i tdG sono i primi a mostrare le foto di tutte le sue raffigurazioni all'interno delle chiese appartenenti alla cristianità, nessuno che si sia però mai fermato a riflettere sul perchè "Babilonia la Grande" raffiguri un nome che a loro parere vorrebbe nascondere. A tutto c'è un perchè.
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Finalmente salta fuori la disonestà. Qual è il nesso tra la critica ad una traduzione e la bestemmia? Muovere dissensi equivale a bestemmiare la divinità? Da quando? Io non sono cristiano, non adoro Yhvh ma non l'ho assolutamente bestemmiato; in questa sede non ho nemmeno messo in discussione i concetti biblici, sto solamente contestando la Traduzione del Nuovo Mondo in quanto traduzione da una lingua all'altra, non certo nei suoi contenuti. Alcuni tdG hanno bussato a casa mia e me l'hanno proposta, io ho accettato ed ora ho tutto il diritto di muovere queste contestazioni. Non sono stato io ad andare in sala del Regno a chiedere la TNM. Lo stesso concetto vale per me esattamente come per tutti gli altri. Le traduzioni cattoliche e protestanti traducono Yhvh come se traducessero Adonai, criterio discutibilissimo, senz'altro opinabile, ma pur sempre un criterio. Nel momento in cui un folto gruppo di persone decide di scendere in piazza per criticare aspramente tutte le religioni, non può certo pretendere di presentare una versione biblica i cui anonimi traduttori hanno fatto scelte traduttive senza un apparente criterio ma avvallate solo da "prove indirette", e non ricevere delle critiche. In questo caso occorre essere disponibil al dibattito e alla contestazione. I traduttori della TNM hanno preferito rimanere anonimi per poter dare gloria esclusivamente a Yhvh senza guadagnare alcun merito agli occhi dell'uomo. I testimoni di Geova sono consapevoli dell'assurdità di questa giustificazione? Traducendo una versione di Cicerone e pubblicandola, io non divento partecipe del merito esclusivo di Marco Tullio Cicerone, mi rendo invece responsabile della traduzione che ho svolto. Chiunque abbia almeno una preparazione liceale e sia abituato a tradurre in italiano da lingue antiche, concepisce che la spiegazione data dal corpo dei traduttori della TNM è assurda, grossolana, ridicola.
Il presidente della Repubblica, il presidente del consiglio, il medico, l'avvocato, il commerciante, il poliziotto, il finanziere, il direttore, l'operaio, l'insegnante, il collaboratore scolastico, il commesso, nessuno... nessuno può assolutamente vantare il diritto di mantenere l'anonimato nel momento in cui ha delle responsabilità, nel momento in cui risponde ad altri del proprio operato. I terroristi, le brigate rosse e i traduttori della TNM al contrario hanno familiarità con l'anonimato. Questa la dice davvero lunga! Sono fatti non parole! Chiunque abbia un minimo di intelligenza, davanti a questa pesante constatazione, non può trincerarsi dietro il versetto biblico di Mt 5, 11 fossilizzandosi in un mero vittimismo e accusare tutto il mondo di avere pregiudizi nei confronti dei testimoni di Geova.
Nessuno nasconde il nome di Yhwh! Il tetragramma è presente in molte chiese, come gli stessi tdG ammettono, e sebbene il suo uso sia limitato non è nemmeno occultato. Gli affreschi e le raffigurazioni sacre sono state fatte da artisti pagati dal Vaticano, non da angeli scesi dal cielo di nascosto per incidere il nome di Yhvh.
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"Con quale autorità i Testimoni di Geova hanno inserito il nome divino nel Nuovo Testamento...?
Risposta: Con la stessa autorità con cui i teologi e traduttori biblici hanno eliminatoi il nome divino dal V.T."
Come dire: "Io rubo una caramella perchè l'ha rubata anche lui. Io sono innocente perchè l'ha rubata prima lui."
Aggiungere il nome divino dove è assente è una interpolazione nella stessa misura in cui è interpolazione toglierlo dove è presente, nè più nè meno. Le versioni bibliche redatte dagli aderenti di "Babilonia la Grande" sono manipolate poichè la falsa religione è governata dal padre della menzogna, la TNM invece? A parità di errore, per quale motivo i tdg condannano l'errore della cristianità e non condannano quello dello schiavo fedele e discreto? I versetti finali del libro di Rivelazione parla chiaro su ciò che è poco gradito agli occhi di Yhvh: niente sia aggiunto, niente sia tolto (Riv 22, 18-21). D'altronde credo che fare "due pesi e due misure" sia una costante della predicazione dei testimoni di Geova e ho avuto modo di dimostrarlo in maniera molto schietta. Incoraggio la società Torre di Guardia a tradurre di nuovo l'intera bibbia, a fare ciò utilizzando i testi originali e non le versioni inglesi, oppure cambiare linea di condotta sull'accusa di occultare il nome divino. E' agghiacciante commettere delle interpolazioni e puntare contemporaneamente il dito sulle manomissioni altrui. Sotto questo punto di vista, accusando Babilonia la Grande, condannano anche se stessi. Mt 7, 1-5 ; Lc 6, 37 ; Rm 2, 1
Questo è quanto.
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Da "Tutta la scrittura è ispirata da Dio e utile" pag. 327
"La traduzione del Nuovo Mondo non è la prima a ripristinare il nome divino nelle Scritture Greche Cristiane. Almeno dal XIV secolo in poi, molti traduttori hanno ritenuto doveroso rirpistinare il nome di Dio nel testo, particolarmente nei casi in cui gli scrittori delle Scritture Greche Cristiane citano passi delle Scritture Ebraiche che contengono il nome divino. Molte versioni missionarie in lingue moderne, incluse traduzione delle Scritture Greche adoperate in Africa, in Asia, in America e nelle isole del Pacifico, usano liberamente il nome Geova, e altrettanto fanno alcune traduzioni in lingue europee. In tutti i casi in cui viene reso il nome divino, non c'è più dubbio sull'identità del "signore" a cui si riferisce (il minuscolo di "signore" non è mio NDA). E' il Signore del cielo e della terra, Geova, il cui nome è santificato dall'uso specifico e inconfondibile che ne fa la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture."
Ogni paragrafo di ogni pubblicazione, rivista o volantino edito dalla società Torre di Guardia è accompagnato da alcune domande di approfondimento che hanno lo scopo di testare la comprensione del lettore circa il paragrafo letto. Anche per il paragrafo riportato integralmente sopra, il corpo direttivo propone alcune domande di approfondimento che cito:
a. Quali precedenti ci sono per ripristinare il nome divino nelle Scritture Greche Cristiane?
b. Quale dubbio viene così eliminato?
In realtà sono altre le domande che la persona onesta si pone leggendo questo articolo:
Confutazione della confutazione
(seconda parte)
Gli autori del primo articolo hanno cercato di confutare alcune obbiezioni mosse alle loro argomentazioni. Riporto anche il secondo articolo confutando ancora, punto per punto, come fatto sopra per il primo articolo, tutte le presunte argomentazioni.
Non senza basi, ma senza criterio. Le basi possono essere tantissime, ma nell'impossibilità di stabilire un criterio, ogni traduzione che si discosti dai manoscritti disponibili diventa un abuso.
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Il testimone di Geova che ha curato l'articolo precedente e questo presente, sa cosa sia la filologia? Sostenere che il tetragramma nel N.T. Sia un ripristino anzichè un'aggiunta equivale a non conoscere nemmeno la definizione di filologia. Sostenere che sia corretto il "ripristino" di Geova nelle scritture greche, solamente sulla base di prove indirette (si parla inoltre di prove storiche) non ha nulla a che fare con la filologia. Passi il discorso delle prove esegetiche, ma in questo caso, i tdG mi perdoneranno, occorre poter muovere un rimprovero. Non si traduce un testo partendo da considerazioni esegetiche, ma si costruiscono considerazioni esegetiche dopo aver tradotto e analizzato il testo nella maniera più corretta e obbiettiva. Altrimenti la traduzione è corrotta da un pregiudizio dottrinale.
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Interessante! Se esistono prove che il testo biblico sia stato alterato, questa considerazione rende invalida completamente la testimonianza neotestamentaria, nell'impossibilità infatti di discernere cosa sia stato alterato e cosa sia rimasto intatto, nessuna persona sana di mente corre il rischio di affidare la propria vita ad un libro che possa essere parola di uomo anzichè Parola di Dio.
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Quello che è scritto è reale ma esiste una gigantesca differenza tra il comma giovanneo e l'aggiunta del nome divino nel N.T. Sono davvero pochi i cattolici che conoscono il comma giovanneo e nessuno lo utilizza come prova a sostegno della Trinità. Nessuno poi difende quella scelta traduttiva che è passata alla storia come una autentica e grossolana interpolazione. Perchè i tdG non assumono lo stesso atteggiamento nei confronti del nome "Geova" nel N.T.? Forse le interpolazioni altrui legittimano quelle dei tdG? Secondo quale criterio l'interpolazione della Ricciotti è sbagliata invece è giusta quella della TNM? L'articolo che sto confutando vorrebbe far credere che la scelta traduttiva della TNM sia in realtà un ripristino dovuto a interpolazioni precedenti, ma ciò è completamenbte scorretto. Equivale a interpolazione qualsiasi aggiunta o taglio nel testo che si sta traducendo.
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Certamente eliminare il tetragramma da V.T. equivale ad una interpolazione. Tale atteggiamento è filologicamente da condannare tanto quanto quello dei traduttori della TNM. Tutto ciò è assolutamente fuori discussione.
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Torno a ripetere: che la bibbia abbia subito varie interpolazioni nel testo orginale non è assolutamente una novità, questo dato però non giustifica nessuno che voglia interpolare ulteriormente il testo, anzi, in mancanza di manoscritti originali e nell'impossibilità di verificare il reale messaggio, l'intera testiomonianza neotestamentaria è messa in discussione. Non esistono davvero vie di mezzo!
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Punto primo è sintatticamente scorretto e illecito iniziare un periodo con il "Che", a meno che non si abbandonino i due punti. Punto secondo: come possono sapere che il messaggio biblico sia sostanzialmente invariato in mancanza di testi originali? La salvezza è stata provveduta tramite il seme? Se il messaggio neotestamentario fosse stato manomesso sulle modalità della pura adorazione e sulle modalità per acquisire la salvezza? L'argomentazione proposta è un non sense: la bibbia è stata manomessa perchè sono state scoperte varie manomissioni, ma il messaggio principale è invariato perchè non vi sono prove contrarie. Questa tesi è concettualmente pretestuosa. Nel momento in cui esistono prove smascherate di varie manomissioni, fino a prova contraria, l'intero testo è invalido.
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In base a quale prova concreta viene dichiarato che il messaggio centrale è limpido e privo di manipolazioni? La bibbia è stata manomessa nei secoli? Si. L'uomo ha avuto modo di verificare la "lezione originale" in molti casi? Si. Si è in grado di verificare se il messaggio centrale sia rimasto inalterato nei secoli avendo a disposizione tutti i manoscritti originali? No.
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E no! Nei casi precedenti di interpolazione Dio non ha fornito prove indirette interne ed esterne al fine di ripristinare la lezione originale, ma ha tuttalpiù "incoraggiato" il ritrovamento di testi antichi che potessero fornire criteri filologici più accurati di traduzione. Gli esempi citati dimostrano ben poco, dimostrano esclusivamente che la bibbia ha subito molte modifiche nel tempo. Se Dio non incoraggia anche ora il ritrovamento di manoscritti che legittimino la presenza del suo nome nel N.T. Vuol dire che non ha la volontà che, almeno per ora, la presunta lezione originale venga ripristinata; data l'impossibilità di ripristinarla in mancanza di manoscritti come punti di riferimento.
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Qualcuno, di grazia, mi spiega come è possibile ripristinare la lezione originale senza testi originali? Nella TNM il nome divino ricorre più di 200 volte. Se nei manoscritti originali fosse ricorso in versetti diversi? Se fosse ricorso più di mille? Se fosse ricorso meno di cinquanta? Torno a ripetere: nell'impossibilità di stabilire un criterio da fonti più antiche, ogni aggiunta o eliminazione è una interpolazione. Punto.
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Tutto ciò è grottesco, viene commessa e difesa e legittimata una interpolazione del testo per uno scopo che, per vostra stessa ammissione, è altamente trascurabile dato che, a dir vostro, tale scopo era stato già assolto dal Vecchio Testamento.
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Questa spiegazione è alquanto discutibile. Il cristiano crede per fede che le profezie del Vecchio Testamento si siano adempiute, ma le prove storiche sono scarse e discutibili, nonostante gli arrampicamenti sugli specchi di tutti i cristiani. Riguardo al nome divino siamo fermi, in situazione di stallo, sempre sullo stesso concetto. Se anche scendesse Yhvh in persona e chiedesse di inserire il nome divino nel N.T., senza indicare un criterio, i traduttori commetterebbero una interpolazione, giustificata da Yhvh quindi lecita, ma pur sempre una interpolazione.
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Per ripristinare la "lezione originale" occorre stabilire un criterio, occorre sapere esattamente dove, nel N.T. originale, era presente il tetragramma. Diversamente non è un ripristino ma una interpolazione.
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Se la lezione originale dichiarasse che Gesù fosse un profeta inviato come preludio del futuro e/o imminente messia, ma per opera dei malvagi funzionari di Babilonia la Grande, sia stato tutto modificato affinchè sembrasse tutto compiuto? Avremmo modo noi oggi di verificare? No? Allora evitiamo dichiarare assunti impossibili da dimostrare! Per inciso: non esistono manoscritti della LXX greca con il tetragramma, quindi io posso benissimo concludere che quei manoscritti predicavano un messaggio diverso dalla successiva versione in greco. Torno a ripetere: Yhvh non ha fornito prove indirette interne ed esterne nei casi precedenti di interpolazione, ha ispirato semmai il ritrovamento di manoscritti più antichi e più accurati. Se Yhvh non ha ispirato il ritrovamento di manoscritti più accurati affinchè fosse ripristinato il suo nome nel N.T. vuol che non ha interesse ad effettuare tale ripristino.
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Già! Siccome il V.T. è arrivato a noi in modo accurato allora non occorre dubitare anche del nuovo. Davvero grottesco! Faccio appello all'intelligenza umana affinchè comprenda il tenore di questa argomentazione.
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Chi è Kurt Aland? Per quale motivo la sua opinione dovrebbe in qualche modo condizionare la mia? Un vizio dei testimoni di Geova, frequente e disonesto, è quello di recuperare qualsiasi frase o parolina pronunciata o scritta anche da un contadino o dall'autodidatta più sconosciuto, purchè riesca ad avvalorare le proprie tesi. Nel caso in cui tale Kurt Aland avesse ragione, se sostanzialmente il N.T. è stato tramandato in maniera accurata, l'ipotesi della presenza del tetragramma sarebbe senza valore.
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Certamente se la tesi del tetragramma nel N.T. è una teoria, la lingua italiana al contrario non lo è. Gli aggettivi "intatto" e "manomesso" non sono propriamente sinonimi. Concettualmente, anche una minuscola e invisibile manomissione invalida un testo il cui contenuto originale non è possibile verificare.
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Di nuovo. Il cristiano crede per fede che il messaggio principale del N.T. sia la salvezza tramite il seme e che Gesù sia questo seme, ma se nel testo originale il messaggio fosse stato anticamente diverso? Abbiamo noi modo di verificare? No? Allora secondo il lessico italiano esiste un solo sostantivo per tale assunto: congettura.
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Questo è alquanto discutibile. Io non sono cristiano, non credo nella Trinità eppure sto muovendo delle critiche su basi filologiche, le stesse critiche che muovono i cristiani alla TNM.
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Grottesco! Il tetragramma è stato eliminato poichè lo dice il corpo direttivo, ma la bibbia è autentica poichè lo dice la bibbia. Sembrerebbe quasi una barzelletta. Se la Bibbia ha subito manomissioni ed interpolazioni varie durante il corso della storia, il versetto di 2 Timoteo 3,16 viene messo in discussione e invalidato insieme al resto della Bibbia.
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Beato vittimismo! Non occorre credere nella Trinità per contestare una traduzione! Cosa c'entra la Trinità? I cristiani certamente muovono obbiezioni diverse dalle mie, ma concettualmente non hanno certamente torto. Si parla di analisi filologica, ma quale analisi? Fin'ora è stato scritto tanto tanto tanto ma non è stato dimostrato niente niente niente. Una traduzione senza fonti è una interpolazione, punto. Ripristinare la lezione originale ... Ma quanta ipocrisia! I tdG puntano il dito sulle interpolazioni altrui ma difendono le proprie (i cattolici fanno ugualmente, sia chiaro) La lezione fatta sull'importanza biblica del nome è fuori luogo, non esiste nessun cristiano che ignori il nome di Dio. E' stato eliminato dal Vecchio Testamento con criteri alquanto discutibili, certamente, questo non vuol dire che vada aggiunto nel N.T. con criteri altrettanto discutibili.
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Finalmente dopo tante chiacchiere inutili si arriva ai criteri utilizzati, vediamoli. Non commento l'obbiezione fatta sulla base della traduzione, nel dettaglio, del libro degli ebrei e della prima lettera di Pietro. Non è importante entrare nei dettagli ma solo comprendere quale sia stato il criterio complessivo.
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Interessante! Questo non è un criterio, semmai è la base esegetica da cui è partita la scelta di inserire il tetragramma nel Nuovo Testamento.
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Nulla da eccepire, ma il criterio utilizzato per valutare dove era necessario inserire il tetragramma e dove invece tradurre letteralmente Theos o Kyrios non è stato ancora spiegato. Per ora è stato solamente ripetuto lo stesso concetto del precedente articolo già confutato in questa pagina. I testimoni di Geova sanno cosa sia un criterio? Oppure aprono il dizionario solamente sul termine venerazione per equipararlo all'adorazione?
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Le scritture ebraiche forniscono certamente un valido sostegno per quanto riguarda l'inserimento del tetragramma nelle citazioni del V.T. in cui compare il nome divino, ma non spiega per quale motivo compare anche in versetti che non hanno alcun nesso con il primo testamento. Le scritture ebraiche non forniscono alcun sostegno per aver inserito "Geova", tanto per tirare un esempio, in Mr 5,19. Qualcuno potrebbe, di grazia, spiegarmi il nesso di Mr 5,19 con le scritture ebraiche e in quale modo quest'ultime abbiano potuto rappresentare un criterio?
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Lancio solo un messaggio all'autore di queste parole: ipocrita! Ipocrita! Ipocrita! Chi fa leva sull'ignoranza e sulla buona fede altrui sei proprio tu che hai sprecato tempo e fatica per scrivere informazioni irrilevanti e inconsistenti. Hai la pretesa di definire il tuo trattato una analisi filologica ma in realtà di filologico c'è ben poco. Hai semplicemente recitato il ruolo del cronista sportivo che commenta una partita diversa da quella strasmessa. Infatti hai dimostrato che le prime copie della LXX utilizzavano il tetragramma, ma ti sei ben guardato dal dire quale sia stato il criterio utilizzato per tradurre Theòs a volte Geova e a volte Dio.
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Tante parole parole parole ma ancora nessuno è riuscito a dimostrare la leggittimità di tale scelta. Filologicamente è scorretto inserire il tetragramma sulle citazioni del V.T. contenenti il nome divino, ma per quanto opinabile e discutibile, resta comunque un criterio. Optare per la stessa scelta invece in versetti che mancano di qualsiasi legame con le scritture ebraiche non ha criterio. Semplicemente i traduttori hanno tirato a sorteggio per stabilire dove tradurre letteralmente e dove inserire il nome divino. Non esiste altra spiegazione. Se e nel giorno in cui verranno trovati gli originali o manoscritti antichi del N.T. riportanti il nome divino, i tdG dovranno riscrivere da capo il N.T. esattamente come tutti gli altri; dubito che nella "lezione originale" il nome divino venisse riportato nella stessa quantità e nelle stesse citazioni contenute nella TNM. I tdG e l'autore dell'articolo che ho confutato stanno difendendo una interpolazione; dubito che nel mondo potrei mai trovare altri cristiani disposti a legittimare, ad esempio, il comma giovanneo o qualunque altra interpolazione avvenuta in passato.
Con quale autorità i Testimoni di Geova hanno inserito il Nome Divino nel Nuovo Testamento, dal momento che nei manoscritti antichi è assente?
Risoposta:
Con la stessa autorità con cui teologi e traduttori biblici hanno eliminato il Nome Divino dal VT, dal momento che in tutti i manoscritti antichi è presente quasi 7000 volte
Quindi ammettete che il corpo direttivo dei testimoni di Geova non è lo schiavo fedele e discreto? Certamente se la Schiavo ha la stessa autorità di Babilonia la Grande, segue che non sussiste molta differenza tra i due. Se io sono timorato della legge non rapino una banca sostenendo che altri l'hanno fatto prima di me giusto? Altrimenti per la legge io divento un criminale esattamente come tutti i miei predecessori.
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