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Società Torre di Guardia
Lettera di un professore
Sono un insegnante della scuola secondaria di primo grado. Qualche settimana fa, un mio collega durante una lezione di scienze – richiesta dagli alunni stessi – di puro approccio alle tesi evoluzioniste (sapete bene in che stato si trova la scuola italiana rispetto a questa materia) si è trovato a dover fronteggiare una richiesta di un alunno di essere dispensato da tale lezione rivendicando una necessità di salvaguardare la sua "integrità spirituale". Tralascio gli sviluppi successivi che si sono manifestati in seguito a tale singolare richiesta poiché non sono oggetto dei fatti che intendo porre alla Vostra cortese attenzione. Dirò solo che l'alunno in questione appartiene alla confessione dei Testimoni di Geova. Dopo che il mio collega ha provveduto ad organizzare un incontro con i genitori del ragazzo (anche per prevenire eventuali future tensioni in classe) è con notevole imbarazzo che si è sentito precisare dai genitori che essi sono convinti, su basi scritturali, dell'origine "diabolica" delle tesi evoluzioniste e, in quanto tali, di fronte ad esse il loro figlio deve preservare la sua fedeltà e obbedienza a Geova. Incuriosito da questo fatto, non ne sapevo molto sui Testimoni di Geova, mi sono procurato, attraverso un conoscente, alcune pubblicazioni di tale confessione religiosa. Soprattutto mi interessava sapere sino a che punto tale dottrina spinge la fobia dell'"influenza" diabolica.
Gli stralci che pongo alla Vostra cortese attenzione sono tratti da un opuscolo intitolato "Chi governa veramente il mondo?" edito dalla società Watchtower di New York, casa madre del movimento dei Testimoni di Geova e tradotto dalla filiale italiana nel 1992 dove si leggono frasi come: "Vi siete mai chiesti se qualche invisibile entità malvagia non influenzi le persone inducendole a commettere atti di violenza?" o "I demoni possono anche causare rumori e altri fenomeni fisici nelle case che eleggono a loro dimora"; oppure un articolo apparso sulla rivista "Torre di Guardia", periodico del gruppo religioso, di maggio di quest'anno dove per esempio si scrive che "Le Scritture affermano chiaramente che abbiamo bisogno di protezione dagli spiriti malvagi" (p. 20).
Chiedo a voi del Cicap, sulla base della vostra notevole esperienza, se la pubblicazione e diffusione di contenuti come quelli citati, che sembrano autentiche istigazioni alla superstizione, rientri o meno nella fattispecie dell'abuso di credulità popolare (art. 661 codice penale) o in altre ipotesi di reato. Si rimane alquanto impressionati nello scoprire come la libertà religiosa, diritto costituzionale, venga utilizzata come "cavallo di Troia" per attività che non sono diverse dal "mestiere di ciarlatano" (art. 17 bis del RD 773/41) e nello scoprire che gli attori di tali attività sono pure dotati di personalità giuridica con tanto di DPR. Tra l'altro è facile immaginare l'impatto che possono avere queste dottrine nella formazione caratteriale e intellettuale di un giovanissimo.
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