Il flagello degli dei


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Trinità

Società Torre di Guardia

La Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Stessa identità o stessa sostanza?
Il giochino disonesto della società Torre di Guardia


Prima di addentrarmi nel discorso principale vorrei esordire con alcune premesse. Innanzi tutto chiarisco che non voglio assolutamente dimostrare la veridicità del dogma trinitario, non è assolutamente mio interesse dimostrare che la Trinità sia scritturale. Intendo semplicemente sottolineare la scarsa preparazione e la scarsa onestà di un corpo direttivo che confuta una dottrina delle altre religioni senza nemmeno conoscerne la corretta definizione teologica.

Non sono in grado di fornire delle statistiche, anche perchè non credo esistano, ma è un dato di fatto incontestabile che in Italia molte persone abbiano un pessimo rapporto con il modo congiuntivo dei verbi. Questo non vuol dire assolutamente che la lingua italiana pecchi; denota solamente l'ignoranza di molti italiani. In caso di dubbio, io personalmente apro una delle tante grammatiche italiane esistenti per valutare chi usa correttamente i verbi e chi invece è in errore; certamente non vado in giro a dire che la lingua italiana sia oggetto di diverse interpretazioni. Il libro di grammatica italiana può essere correttamente considerato come una fonte ufficiale della nostra lingua, dunque in caso di dubbio la acquisto o la consulto in una delle centinaia di biblioteche sparse per l'Italia. Auspico che questa premessa non diventi oggetto di contestazione da parte di nessuno! Questo esempio apparentemente molto banale è necessario per comprendere come intendo procedere.

***


Tratto da “Traduzione del Nuovo Mondo” appendice 9 pag. 1643:

“In tutte le scritture Greche Cristiane non è possibile identificare Gesù con Geova come se fossero la stessa persona.”

Nel sito ufficiale della Watch Tower Bible and Truct Society (Società Torre di guardia per Bibbia e Trattatati), è possibile consultare un articolo sul tema della “presunta” divinità del Figlio, cito testualmente alcuni periodi, l'articolo è consultabile integralmente al seguente link:

“Diamo un’occhiata al contesto. Nel versetto 25 Gesù disse che compiva opere nel nome del Padre suo. Nei versetti da 27 a 29 parlò di pecore simboliche che il Padre suo gli aveva dato. Le due dichiarazioni di Gesù non avrebbero avuto molto senso per i suoi ascoltatori se lui e il Padre fossero stati la stessa identica persona... Nessuno concluderebbe che questo figlio e suo padre siano la stessa persona, ma tutti capirebbero il forte legame che li unisce... Questo forte legame, però, non rende Dio e suo Figlio Gesù indistinguibili l’uno dall’altro. Sono due esseri distinti, ognuno con la propria personalità... Gesù disse: “Si compia non la mia volontà, ma la tua”. Queste parole non avrebbero avuto senso se Gesù non avesse avuto una volontà distinta da quella del Padre... Se Gesù e il Padre fossero stati davvero una sola persona, perché Gesù avrebbe pregato Dio e ammesso umilmente di non sapere cose che solo il Padre sapeva? —Matteo 24:36. Pubblicato nella Torre di Guardia  del 1° settembre 2009”

Io rimango basito nel leggere certe cose! Non è difficile dimostrare che scritturalmente Padre e Figlio abbiano diverse identità, di fatti i testi ufficiali di tutte le religioni cristiane parlano di unità nella sostanza ma non nell'identità personale. Nessuno si è accorto che la società Torre di Guardia, confutando le dottrine, non ha mai, e dico mai, citato una sola riga dei testi ufficiali delle altre religioni? Io non ho mai letto un solo articolo proposto dal corpo direttivo in cui venisse citata anche una sola riga del catechismo della Chiesa Cattolica. Al contrario vengono citate sconosciute enciclopedie cattoliche o frasi di illustri sconosciuti che ovviamente parlano solamente a nome proprio. Con quale onestà intellettuale si confuta il Catechismo della Chiesa Cattolica e non si cita la parte incriminata? In questa sede anche io, per sottolineare la scarsa onestà del corpo direttivo, ho citato, per amor di logica, le fonti ufficiali (TNM e sito ufficiale). Ho mosso più volte questa obbiezione ai tdG e la risposta è sempre stata una e unanime: “Noi confutiamo quello che la gente dice in giro, in molti dicono che l'unità è personale non sostanziale, quindi la chiesa insegna questo.” Ecco scattare la molla della disonestà intellettuale! Secondo questa logica potrei allora affermare che siccome è altissima la percentuale di italiani che usa l'indicativo al posto del congiuntivo, allora la grammatica italiana insegna questo. E' o non è un'assurdità? Ovviamente sono in pochi a conoscere le sottigliezze teologiche del dogma trinitario, ma tale dogma è stato scritto e definito ufficialmente nel Concilio di Nicea nel 325 dal consensus ekklesiae, non nel 2010 dalla gente che i tdG incontrano per strada, gente che può essere informata o meno, gente la cui parola vale solo per sè stessa. In realtà la dottrina della Trinità non è assolutamente soggetta a diverse interpretazioni come affermano i testimoni del corpo direttivo: chi l'accetta, accetta la definizione adottata dal Concilio di Nicea, chi non l'accetta rifiuta la definizione del Concilio di Nicea. Esisteranno si e no quattro o cinque chiese locali al mondo che pur credendo nella Trinità rifiutano le definizioni nicene. Come fanno i testimoni di Geova ad affidarsi ad un corpo direttivo tanto disonesto? Non è importante valutare la veridicità della Trinità, è invece necessario aprire gli occhi in merito alla disonestà del corpo direttivo cui i tdG fanno da testimoni. Sono in grado di provare quanto ho affermato. Per il cattolico ciò che davvero è infallibile è il catechismo della chiesa cattolica, ovvero l'interpretazione della Sacra Scrittura che nei secoli, Concili e dottori della chiesa, hanno aiutato a comprendere ispirati dallo Spirito Santo. Sia vero o sia falso, chi vuole contestare la dottrina cattolica, deve farlo in base al testo che i cattolici considerano infallibile e non in base a ciò che la vecchietta o il ragazzetto dicono per strada. Cito testualmente i versetti del catechismo della chiesa cattolica che chiariscono la definizione corretta di Tri-Unità. Il testo completo è consultabile in questo link:

“242 Sulla loro scia, seguendo la Tradizione apostolica, la Chiesa nel 325, nel primo Concilio Ecumenico di Nicea, ha confessato che il Figlio è « consostanziale al Padre », 287 cioè un solo Dio con lui. Il secondo Concilio Ecumenico, riunito a Costantinopoli nel 381, ha conservato tale espressione nella sua formulazione del Credo di Nicea ed ha confessato « il Figlio unigenito di Dio, generato dal Padre prima di tutti i secoli, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato, della stessa sostanza del Padre ». 28”
L'aggettivo consustanziale denota identità di sostanza, non di persona. Inoltre, opportunamente citata la formula nicena, il Padre è presentato come la fonte primaria della completezza divina: il Figlio è generato non creato, ma senza il Padre non esisterebbe nemmeno il Figlio, che gli è sottomesso. Questo non indica certo che le due persone abbiano la stessa identità.

“246 La tradizione latina del Credo confessa che lo Spirito « procede dal Padre e dal Figlio [Filioque] ». Il Concilio di Firenze, nel 1439, esplicita: « Lo Spirito Santo ha la sua essenza e il suo essere sussistente ad un tempo dal Padre e dal Figlio e [...] procede eternamente dall'uno e dall'altro come da un solo principio e per una sola spirazione [...]. E poiché tutto quello che è del Padre, lo stesso Padre lo ha donato al suo unico Figlio generandolo, ad eccezione del suo essere Padre, anche questo procedere dello Spirito Santo a partire dal Figlio, lo riceve dall'eternità dal suo Padre che ha generato il Figlio stesso ». ”
“248 La tradizione orientale mette innanzi tutto in rilievo che il Padre, in rapporto allo Spirito, è l'origine prima. Confessando che lo Spirito « procede dal Padre » (Gv 15,26), afferma che lo Spirito procede dal Padre attraverso il Figlio. 301 La tradizione occidentale dà maggior risalto alla comunione consostanziale tra il Padre e il Figlio affermando che lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio (Filioque). Lo dice « lecitamente e ragionevolmente »; 302 infatti l'ordine eterno delle Persone divine nella loro comunione consostanziale implica che il Padre sia l'origine prima dello Spirito in quanto « principio senza principio », 303 ma pure che, in quanto Padre del Figlio unigenito, egli con lui sia « l'unico principio dal quale procede lo Spirito Santo ». 304 Questa legittima complementarità, se non viene inasprita, non scalfisce l'identità della fede nella realtà del medesimo mistero confessato.”

Se non esistesse il Padre, non esisterebbero nemmeno il Figlio e lo Spirito Santo. Le tre persone si dicono coeterne non perchè manchino di un punto d'inizio (particolarità peculiare del Padre), ma perchè una volta venuti all'esistenza, non morranno mai.

“254 Le Persone divine sono realmente distinte tra loro. « Dio è unico ma non solitario ». 310 «Padre», «Figlio» e «Spirito Santo» non sono semplicemente nomi che indicano modalità dell'Essere divino; essi infatti sono realmente distinti tra loro: « Il Figlio non è il Padre, il Padre non è il Figlio, e lo Spirito Santo non è il Padre o il Figlio ». 311 Sono distinti tra loro per le loro relazioni di origine: « È il Padre che genera, il Figlio che è generato, lo Spirito Santo che procede ». 312 L'Unità divina è Trina.”

Non credo occorranno commenti!

“266 « La fede cattolica consiste nel venerare un Dio solo nella Trinità, e la Trinità nell'Unità, senza confusione di Persone né separazione della sostanza: altra infatti è la Persona del Padre, altra quella del Figlio, altra quella dello Spirito Santo; ma unica è la divinità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, uguale la gloria, coeterna la maestà »”

Uguale la gloria e coeterna la maestà in rapporto alla loro natura divina. Gesù disse: “Il Padre è maggiore di me” in quanto al rapporto interno tra le persone. Come già spiegato infatti, il Padre è la fonte primaria della divinità; se non esistesse il Padre non esisterebbero nemmeno il Figlio né lo Spirito Santo. Di fatto però il Figlio e lo Spirito Santo sono coautori della creazione. Ap 3,14; Col1, 15-17; Gn 1,2

Oltre alla fonte cattolica, inserisco anche fonti ortodosse e protestanti.

Fonti ortodosse:
“Padre, Figlio e Spirito Santo, dell'Ingenerato, causa e fonte della divinità (il Padre), del ricevente l'effetto della sua esistenza dal modo di generazione (il Figlio), e del ricevente l'effetto della sua esistenza dal modo di processione (lo Spirito Santo), non sono né nomi dell'essenza divina né definizioni delle tre hypostases, ma nomi delle loro relazioni con le quali sono conosciuti per Rivelazione e allo stesso tempo rimangono inesplicabili dal momento che superano le categorie della ragione umana.” Link

Altre fonti ortodosse:
http://arberiaortodossa.blogspot.com/2010/05/lunita-dellortodossia-nella-ss-trinita.html
http://www.coalizioneintesereligiose.it/jsps/portal/coalizione/sacra_arcidiocesi_ortodossa_italia.jsp
http://www.tradizione.oodegr.com/tradizione_index/dogmatica/filioqueware.htm
http://digilander.libero.it/ortodossia/dottrine.htm
http://it.wikiversity.org/wiki/Cristianesimo:Chiesa_Ortodossa
http://www.chiesaortodossa.it/compendiofede.html


Fonti protestanti:
http://camcris.altervista.org/trinit.html
http://www.gotquestions.org/Italiano/Bibbia-Trinita.html
http://www.incontraregesu.it/risposte/trinita.htm
http://ultimaepoca.blogspot.com/2009/01/la-trinita.html
http://www.maran-ata.it/approfondimenti/htm/la_trinita.htm
http://www.tuttolevangelo.com/langolo_del_pastore/la_trinita_di_dio.php


Concludo questo capitolo aggiungendo alcuni accenni storici. La società Torre di Guardia considera l'eresia ariana uno dei cavalli di battaglia delle sue tesi: se Ario nega la natura divina di Cristo, vuol dire che prima della grande apostasia, i cristiani non consideravano affatto Gesù come Dio. Analizziamo. Il Concilio di Nicea fu necessario per promulgare un dogma assente nella Bibbia e rifiutato dalla maggior parte dei cristiani? In realtà no. Tutti i cristiani del IV secolo erano convinti che Gesù fosse Dio, il problema era invece definire teologicamente la coesistenza di due nature, umana e divina, all'interno di un solo corpo umano. A confermare questo aspetto della storia dei primi secoli del cristianesimo sono due illustri personaggi, certamente non illustri sconosciuti come quelli citati dal corpo direttivo della società Torre di Guardia.

Bart D. Ehrman direttore del dipartimento di studi religiosi dell'università del North Carolina nel saggio intitolato “La verità sul codice da Vinci” (Truth and fiction in the Da Vinci code) è impegnato a sottolineare storicamente, quanta realtà e quanta “finzione” sussistono nel saggio di Dan Brown. Nella parte riguardante il concilio di Nicea, cita un dialogo tra due personaggi del romanzo, per poi procedere con l'analisi storiografica.

“Teabing cita il Concilio durante la conversazione nel suo salotto con Sophie Neveu, alla quale spiega che fu convocato da Costantino per mettere ai voti il principio della divinità di Gesù come strategia del consolidamento del potere dell'imperatore.
“Durante questa fusione delle religioni, Costantino sentì il bisogno di rafforzare la nuova tradizione cristiana, e perciò convocò una famosa riunione ecumenica nota come concilio di Nicea… A quella riunione” continuò Teabing ”si discussero molti aspetti del cristianesimo, che furono decisi attraverso un voto: la data della Pasqua, il ruolo dei vescovi, l'amministrazione dei sacramenti e, naturalmente, la divinità di Gesù... “Mia cara” spiegò Teabing “fino a quel momento storico, Gesù era visto dai suoi seguaci come un profeta mortale: un uomo grande e potente ma pur sempre un uomo. Un mortale.”

Ancora una volta, Teabing mescola realtà e finzione. Costantino effettivamente convocò il Concilio di Nicea e uno degli argomenti discussi era davvero la divinità di Gesù. Ma il Concilio non si era riunito per decidere se Gesù fosse divino o meno, come sostiene Teabing. Semmai il contrario: tutti i partecipanti- come del resto praticamente tutti i cristiani del mondo di allora- concordavano già sulla divinità di Gesù, il Figlio di Dio. Oggetto di dibattito era invece come interpretare tale divinità alla luce del fatto che Gesù era anche umano. Ecco quali furono le questioni discusse a Nicea; non se Gesù fosse divino. E certamente non ci fu alcun voto per stabilirne la divinità: era cosa risaputa da tutti i cristiani, fin dai primi anni della diffusione della nuova religione... Tuttavia, il riconoscimento della divinità di Gesù non è circoscritto a Paolo e ai vangeli, ma è anzi un punto di vista comune tra gli autori cristiani dei primi secoli. Il martire cristiano Ignazio di Antiochia, uno dei primi antichi autori al di fuori del Nuovo Testamento (morto nell'anno 110 d.C.), ha scritto nel suo personalissimo stile poetico:
Non c'è che un solo medico, materiale e spirituale, generato e ingenerato, fatto Dio in carne, vita vera nella morte, nato da Maria e da Dio, prima passibile poi impassibile, Gesù Cristo nostro Signore (Ignazio agli Efesini 7,2). ” pp 15-17


Corrado Augias, scrittore e giornalista italiano, conferma l'analisi del professor Ehrman, seppur in chiave leggermente più critica, nel saggio “Inchiesta sul cristianesimo”.

“Il nome Ario richiama ovviamente la famosa eresia detta appunto “arianesimo”. L'ortodossia nascente, la formazione del canone... producono per riflesso, come sempre accade, delle correnti di pensiero non in linea con quella maggioritaria. Su quale punto l'arianesimo si discostò dalla linea ortodossa?

La questione fu quella trinitaria. La Trinità è composta dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo, anche se, devo aggiungere, nei primi anni del IV secolo il dibattito sullo Spirito era tenuto un po' in sottordine. Il vero problema furono i rapporti tra il Padre e il Figlio. La tradizione ecclesiale affermava che il Padre aveva generato il Figlio. Sorse allora la domanda: se il Figlio è generato, gli manca uno dei predicati fondamentali di Dio, l'eternità?... Già nel pensiero cristiano, divergenti e oscillanti erano state le definizioni cristologiche, anche a causa di un linguaggio non ancora teoreticamente raffinato... Comincia quella che è stata chiamata la “controversia delle lettere”, cioè una fitta corrispondenza fra comunità ecclesiali, ricca di sottilissime riflessioni teologiche, dove ogni chiesa motiva la sua posizione e confuta quella dell'avversario. A quel punto Alessandro (vescovo di Alessandria ndr) capisce che la vittoria può essere conseguita non con le armi della dialettica, ma puntando sul consensus Ecclesiae, cioè richiamandosi al patrimonio di fede delle varie Chiese... Costantino già allarmato per il sostanziale fallimento del suo precedente tentativo di composizione del conflitto donatista, incarica uno dei suoi più autorevoli consiglieri, Ossio di Cordova, di mediare tra le due posizioni... L'obbiettivo dell'imperatore era ricondurre le varie fazioni a unità, poiché l'unità religiosa costituiva la premessa della sua politica. Il colpo di genio fu di gettare sul tavolo, dietro suggerimento dei vescovi suoi consiglieri, la carta vincente: Gesù Cristo venne definito homoousios, vale a dire della stessa sostanza, “consustanziale” al Padre, come ancora si recita nel Credo. Con l'aggettivo homoousios Costantino riuscì ad ottenere quasi un plebiscito. Tranne Ario e due o tre vescovi, l'intero concilio, piuttosto affollato, approvò la sua proposta... Come spesso accade di fronte a dissidi gravi, si cerca la soluzione con una terminologia ambigua, che tutti possono accettare perchè ognuno la intende a modo suo.” pp 177-179


Il quadro storico appare quindi chiaro e incontestabile. Costantino aveva un solo interesse sostanziale, quello di formare un'unica religione come preludio di un unico impero con un unico stabile sovrano. A lui non importava che prevalesse la tesi “ortodossa” o quella ariana, a lui importava solamente che le varie chiese, nell'identità dei rispettivi vescovi, si mettessero d'accordo su una verità comune. Nei primi secoli infatti, l'autorità del vescovo di Roma sugli altri vescovi era solo spirituale, non amministrativa e dottrinale. Le chiese cristiane erano infatti chiese autocefale, ognuna delle quali con un proprio patrimonio dottrinale e amministrativo. Per questo motivo, esattamente come dichiarato da Corrado Augias, di fronte alla tesi ariana, iniziò una corrispondenza tra le varie chiese autocefale, affinchè si verificasse e analizzasse il patrimonio dottrinale che avevano in comune. Dati questi presupposti, la tesi proposta dal corpo direttivo dei testimoni di Geova, ovvero che il dogma trinitario sia nato per motivi politici e che abbia segnato la fine del cristianesimo primitivo e l'inizio della cristianità, è fasulla. Torno a ripetere: le chiese primitive erano autocefale (questo dimostra che non solo la struttura della chiesa cattolica si discosta da quella della chiesa primitiva, ma anche quella della società Torre di Guardia. Entrambe centralizzate sotto la guida di un capo), ragion per cui, il consensus ecclesiae, seppur con sfumature diverse, convergeva nel ritenere Gesù homoosius al Padre, tesi assolutamente contestata dal corpo direttivo.

Per terminare indico le citazioni delle pubblicazioni tdg dove si affermava che tale adorazione era giustamente dovuta:

1880. "Watch Tower Reprints, I Ottobre p. 144, scrive: "Egli (Gesù) era oggetto di adorazione anche da bambino, adorato dai Rè Magi che vennero a vedere il Rè appena nato (...) Egli non rimproverò mai nessuno per atti di adorazione offertigli (...) Se Cristo non fosse stato più di un uomo non avrebbe potuto essere adorato (...) » (Watch Tower Reprints, I Ottobre 1880 p. 144)


1898. "Wachtower Reprints, III luglio, p. 2337. "Domanda (...) (Gesù) era veramente adorato, o è la traduzione sbagliata? Risposta (...) Sì, noi crediamo che il nostro Signore (Gesù) mentre era sulla terra fu veramenle adorato, e giustamente (...) Era giusto che il nostro Signore ricevesse la lode (...) (Wachtower Reprints. Ili luglio 1898, p. 2337)


1944. Lo "Statuto della Società Torre Guardia di Pennsylvanla, Articolo II, pp. 19, 20, come emendato nel 1944, dice: "Gli scopi di questa Società sono (...) per la pubblica adorazione cristiana di Dio Onnipotente e di Cristo Gesù; indire e tenere assemblee locali e mondiali per tale adorazione (..^"(Charter of the Watch Tower Society of Pennsylvania Statuto della Società Torre Guardia di Pennsylvania, Articolo II, pp. 19, 20, come emendato nel 1944)




Poi stranamente vi fu un cambiamento radicale, cosa assurda perchè un elemento fondante del credo può essere soggetto a maggior comprensione ma non a inversione.

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